Napoli, è emergenza infortuni: 23 ko in cinque mesi

Anguissa l’ultimo della lista: il Napoli perde pezzi e Conte deve fare i conti con una vera emergenza fisica. Tanti titolari ai box, si riflette anche sulla preparazione estiva

Un’ecatombe fisica. Non ci sono altre parole per descrivere quanto sta accadendo in casa Napoli in questa prima parte di stagione. Ben 23 infortuni in appena cinque mesi, con 16 giocatori colpiti e diversi casi di ricadute o infortuni multipli. L’ultimo nome a finire nell’infermeria azzurra è quello di Frank Zambo Anguissa, centrocampista tra i più affidabili dello scacchiere di Antonio Conte, fermato da una lesione muscolare di alto grado al bicipite femorale sinistro.

Lo stop per Anguissa sarà lungo: almeno 3 mesi di assenza, con rientro possibile solo nel 2026. Una tegola pesante che si aggiunge a una catena di problemi fisici preoccupante, che ha accompagnato la squadra sin dall’estate e che sta compromettendo la continuità e la tenuta del progetto tecnico di Conte.

Il dato è allarmante: da luglio a novembre 2025, il Napoli ha dovuto registrare una media di quasi 5 infortuni al mese. Tutti i reparti sono stati colpiti, nessuno escluso. Tra luglio e agosto si sono fermati giocatori come Politano, McTominay, Gilmour, Buongiorno, Simeone (ora al Torino), Olivera e Lukaku. A settembre si sono aggiunti alla lista Meret, Rrahmani, Mazzocchi, Spinazzola, Neres e Contini. Ottobre ha portato ulteriori brutte notizie: ancora McTominay, insieme a Højlund, De Bruyne, Lobotka e di nuovo Meret. E a novembre la lista si è allungata con i nomi di Spinazzola, Gilmour e, infine, Anguissa.

Conte si trova così a gestire una rosa decimata, con poche certezze fisiche e tanti vuoti da colmare, anche a ridosso di partite chiave tra Serie A e coppe. Lukaku, De Bruyne e Anguissa, tre tra i giocatori più esperti e carismatici, sono tutti indisponibili, mentre McTominay è l’unico dei “big” rimasto pienamente operativo. Il centrocampista scozzese è ora chiamato a guidare il centrocampo con continuità, ma anche a reggere un carico di minuti e responsabilità decisamente fuori scala.

È inevitabile, a questo punto, interrogarsi sulle cause. La sfortuna ha certamente giocato un ruolo importante, ma le dimensioni del fenomeno sollevano dubbi sulla gestione atletica e fisica della squadra. La preparazione estiva, la programmazione dei carichi di lavoro, la prevenzione degli infortuni e la gestione dei tempi di recupero sono ora sotto osservazione.

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4 mesi fa

Sono davvero tanti e poi in giocatori titolari che sono la spina dorsale della squadra

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