Napoli in crisi di identità, Marino: “Non è tattica, manca gestione”

L'ex dirigente azzurro analizza il momento negativo del club: problemi interni, scarsa coesione e condizione fisica sotto tono, ma difende Conte e il suo metodo

marino

Il Napoli attraversa un momento di involuzione che, secondo Pierpaolo Marino, ha radici lontane dalla tattica.Intervistato da TMW, l’ex direttore generale azzurro ha offerto una lettura chiara della crisi in casa partenopea: i problemi sono di natura gestionale e riguardano la mancanza di alchimia tra il gruppo storico e i nuovi arrivati.

“L’alchimia tra i vecchi che hanno vinto e i nuovi non si è ancora creata”, ha spiegato Marino, parlando apertamente di una squadra che al momento appare disunita, incapace di esprimere coesione in campo. A suo giudizio, la prestazione del Napoli a Bologna è stata emblematica, non tanto per la sconfitta quanto per l’atteggiamento: «Sembrava una squadra inguardabile, senza spirito di gruppo. Non un corpo unico dove ognuno corre per l’altro».

La critica non si ferma all’aspetto motivazionale: anche la condizione fisica è giudicata preoccupante. Marino ha sottolineato come il Napoli sia apparso poco brillante sul piano atletico, un fattore che incide sulle prestazioni e sulla tenuta mentale, specialmente in un momento già difficile sul piano relazionale e gestionale.

Sul fronte tecnico, Marino ha commentato anche le recenti parole di Antonio Conte, che aveva definito la squadra come “un morto da non accompagnare”. Una frase forte, che ha suscitato reazioni contrastanti. «Capisco il significato», ha detto l’ex dirigente, «ma è una dichiarazione che lascia il tempo che trova». Marino preferisce spostare l’attenzione su quello che, secondo lui, deve essere il vero lavoro di Conte: ricompattare il gruppo. Il pubblico, a suo avviso, sarà dalla parte dell’allenatore, che dovrà agire soprattutto sul piano psicologico per ridare motivazione e unità alla squadra.

Non sono mancate neppure alcune critiche mosse agli intensi metodi di allenamento imposti da Conte, con alcuni agenti che avrebbero espresso malumori per i carichi di lavoro eccessivi. Marino, tuttavia, ha respinto al mittente ogni accusa: “I giocatori dovrebbero ricordare che con quei metodi hanno vinto uno Scudetto, dopo essere arrivati decimi e aver fatto dimenticare l’annata precedente”. Il suo messaggio è chiaro: Conte pretende molto, ma i risultati e i benefici ottenuti finora giustificano pienamente la sua impostazione.

Per Marino, la via d’uscita dalla crisi non passa quindi da rivoluzioni tattiche o da cambiamenti strutturali, ma da un lavoro profondo sulle dinamiche interne e sulla gestione del gruppo. Ristabilire la fiducia tra i reparti, armonizzare i nuovi con lo zoccolo duro dello spogliatoio e restituire un’identità chiara al Napoli sono i passi fondamentali per invertire la rotta.

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