Una lunga serie di infortuni sta mettendo alla prova il Napoli, costretto a fare i conti con una vera e propria emergenza, soprattutto in un momento delicato della stagione, tra campionato, coppe europee e continui stop dei suoi big. Dall’inizio del torneo, l’infermeria partenopea è diventata una delle più affollate della Serie A: da Romelu Lukaku a Kevin De Bruyne, passando per Spinazzola, Gilmour, Rrahmani, Lobotka, Meret, McTominay e altri ancora.
Lukaku, il primo grande colpo del mercato estivo, si è fermato già nella mezz’ora dell’amichevole con l’Olympiakos, a causa di un infortunio muscolare al sinistro. La sua assenza, ancora prolungata, ha lasciato un vuoto pesante in attacco. Il suo ritorno è previsto tra circa un mese, ma il suo recupero resta strettamente monitorato dallo staff medico.
Kevin De Bruyne, come sottolinea La Gazzetta dello Sport, ha vissuto un’odissea simile: dopo un avvio promettente, è stato fermato da un serio infortunio alla coscia destra proprio dopo aver realizzato un rigore contro l’Inter. I tempi di recupero parlano di almeno quattro mesi, una perdita significativa che ha impattato sulla creatività e sulla produzione offensiva della squadra.
Contro il Como, anche Gilmour e Spinazzola sono finiti out: entrambi ora lavorano per rientrare contro l’Atalanta o, in alternativa, per la sfida europea contro il Qarabag. Due recuperi cruciali per il centrocampo e le fasce, in un momento in cui servono energie e rotazioni per reggere il peso del calendario.
L’elenco degli infortunati è lungo e preoccupante. In vari momenti della stagione si sono fermati anche:
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Neres e Olivera, entrambi per problemi muscolari;
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Spinazzola, già alla seconda ricaduta;
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Meret, out per la frattura del secondo metatarso del piede destro;
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Rrahmani, fermo due mesi, costretto a saltare cinque partite su quindici, un dato inusuale per un centrale abituato a giocarle tutte;
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Lobotka, riferimento imprescindibile a centrocampo, assente in momenti cruciali;
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Buongiorno, seppur brevemente, ha dovuto rallentare;
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McTominay, arrivato in estate, ha saltato parte della preparazione, ma è comunque riuscito a garantire una certa continuità.
Una situazione complicata, che impone riflessioni anche sul piano della gestione atletica e medica. Il Napoli, nel tentativo di costruire una rosa profonda per competere su più fronti, si è trovato invece a dover gestire un numero elevato di indisponibili, molti dei quali di primo piano. L’equilibrio tattico è stato spesso compromesso dalla necessità di ruotare uomini non sempre in condizione ottimale, costringendo Antonio Conte a continue modifiche nella formazione iniziale.
La speranza, ora, è legata al rientro graduale dei big, che possa restituire una fisionomia stabile alla squadra e consentire un recupero in classifica. Ma il margine d’errore si è drasticamente ridotto. In una stagione già segnata da tensioni e difficoltà, la tenuta fisica dei giocatori diventa un fattore determinante.


