Nonostante la “prima pietra virtuale” pubblicata online dal presidente Aurelio De Laurentiis il 1° settembre, l’avanzamento dei lavori per la nuova cittadella sportiva del Napoli non ha ancora visto sviluppi concreti. Nel frattempo, il club azzurro ha provveduto a garantire la propria stabilità logistica, ottenendo dalla famiglia Coppola la proroga della permanenza presso il centro tecnico di Castel Volturno, quartier generale della squadra da ormai vent’anni.
Come riporta Il Mattino, il Napoli avrebbe dovuto originariamente lasciare la struttura entro novembre 2024, ma era stato concesso un anno di tempo a De Laurentiis per individuare una soluzione alternativa. Nonostante l’intensa ricerca di un terreno idoneo per le nuove opere, il patron non ha ancora concluso l’acquisto.
Sebbene la famiglia Coppola avesse inviato la disdetta formale della locazione, non è stata intrapresa alcuna azione esecutiva. Per la permanenza della squadra anche nella prossima stagione, è stata raggiunta un’intesa informale tra i vertici del gruppo Coppola e del club. La “proroga dello sfratto” concordata è subordinata a nuove condizioni economiche di locazione, oltre a una rivisitazione dei costi per i consumi. Tali accordi finanziari restano riservati tra le parti. La situazione si è dunque risolta positivamente: il Napoli non ha mai corso il rischio imminente di dover lasciare Castel Volturno.
La società continua ad esplorare opzioni per la futura cittadella sportiva, destinata ad accogliere l’intero settore giovanile, un convitto e un piccolo stadio per le partite della Primavera. Numerosi sopralluoghi sono stati effettuati negli ultimi anni per identificare l’area più adatta.
Una trattativa che sembrerebbe essere in fase avanzata riguarderebbe l’acquisizione di 240.000 metri quadrati nella zona del Teverolaccio, nel Comune di Succivo. Tuttavia, ogni negoziazione procede con la massima riservatezza, come richiesto da De Laurentiis per un progetto di tale portata.
In un contesto separato, il Tar della Campania (prima sezione, presidente Vincenzo Salamone) ha respinto il ricorso presentato dal Napoli nei confronti di un’ingiunzione di pagamento del Comune di Napoli per oltre 255.000 euro. La cifra è relativa all’impiego della Polizia Locale per garantire la sicurezza durante le partite casalinghe allo stadio Maradona.
La società azzurra sosteneva che gli incontri disputati dovessero essere considerati alla stregua di manifestazioni di pubblico interesse, ma tale tesi non è stata accolta dai giudici amministrativi. Gli avvisi di accertamento esecutivo di pagamento riguardano diverse gare casalinghe del campionato di Serie A e delle coppe europee giocate tra l’8 ottobre 2023 (Napoli-Fiorentina) e il 24 novembre 2024 (Napoli-Roma).


