Antonio Conte potrebbe lasciare il Napoli a fine stagione, ma non senza un’intesa economica con il club. È questo il pensiero espresso dal giornalista di Sky Sport, Stefano De Grandis: “Quella frase – ‘non voglio accompagnare il morto, la squadra non mi segue’ – è stata decisamente infelice”, ha affermato De Grandis, “soprattutto da parte di un allenatore bravo e ben pagato come Conte. Se hai queste due caratteristiche, allora sei tu che devi trovare soluzioni, non puoi sempre aggrapparti a scuse: poco mercato, troppi infortuni, squadra che non ti segue. Se sei forte, i rimedi li trovi restando dentro il gruppo”.
I problemi interni e il nodo economico
Secondo De Grandis, il problema principale non è tanto tecnico, quanto relazionale: “Conte è uno che pretende molto, da sé e dagli altri, e questo lo porta spesso a bruciare i rapporti a lungo termine. Con una parte dello spogliatoio i rapporti non sono sereni, c’è tensione. Per questo non mi sorprenderei se a fine stagione arrivasse un addio, ma attenzione: serve un accordo”.
Infatti, l’ostacolo maggiore è di natura economica. L’ingaggio dell’allenatore e del suo staff grava sulle casse del club per circa 20 milioni lordi all’anno, una cifra che né la società può permettersi di sprecare in caso di esonero, né il tecnico è disposto a rinunciare in caso di dimissioni: “Il Napoli non butterà 20 milioni dalla finestra, e Conte non rinuncerà a quell’importo. Quindi, se separazione sarà, dovrà arrivare solo con un’intesa. E molto dipenderà da come andrà questa stagione, sia in termini di risultati che di clima interno”.
Conte e il peso delle dichiarazioni pubbliche
Nel mirino di De Grandis anche l’atteggiamento comunicativo di Conte: “In Inghilterra capita che l’allenatore stacchi mentalmente o si prenda delle pause, ma qui la realtà è diversa. Lasciare i giocatori da soli non è mai un bel segnale, soprattutto per chi sta lottando per emergere. E poi, certe frasi pubbliche sono rischiose”.
Il giornalista ha ricordato anche le capacità dimostrate da Conte nel recente passato, come la trasformazione dell’Inter in una squadra da scudetto e lo straordinario Europeo disputato alla guida della Nazionale nel 2016: “Conte ha saputo leggere e cambiare le squadre, adattando sistemi, abbassando le linee difensive, liberando gli spazi. È un grande allenatore, e proprio per questo certe uscite lasciano perplessi. È ancora presto per parlare di rottura”.


