De Laurentiis: “Scudetto da difendere. Serve riformare il calcio”

Napoli premiato come miglior club al Gran Galà AIC. Conte miglior allenatore. Il presidente attacca il sistema: “Vecchio e superato, servono meno squadre e riforme concrete”

de laurentiis

La stagione 2024-2025 ha già assegnato un riconoscimento importante al Napoli, protagonista assoluto del Gran Galà del Calcio AIC 2025, dove il club partenopeo è stato premiato come miglior società italiana, mentre Antonio Conte è stato incoronato miglior allenatore del campionato scorso. Una serata di celebrazione, ma anche di riflessione: Aurelio De Laurentiis, intervenuto sul palco, ha approfittato dell’occasione per lanciare un duro attacco al sistema calcistico italiano, invocando riforme profonde e strutturali. «Siamo più forti dell’anno scorso», ha dichiarato De Laurentiis, sottolineando la crescita della rosa e l’inserimento dei nuovi giocatori: «Gli infortuni hanno dato spazio ai nuovi, che stanno mostrando le loro qualità. Sono fiducioso, possiamo fare un grande campionato».

Un sistema da cambiare: «Il calcio è stravecchio»

Il presidente del Napoli ha poi cambiato tono, criticando senza mezzi termini l’assetto attuale del calcio professionistico italiano: «Le istituzioni calcistiche ci trascinano nei loro percorsi dorati, interessate solo alla poltrona», ha affermato. Per De Laurentiis, il sistema è ormai obsoleto, lontano dalle logiche moderne dello sport-business. In particolare, ha chiesto una riduzione del numero di squadre nei campionati e la fine del meccanismo delle retrocessioni, prendendo ad esempio il modello della NBA, dove l’assenza di retrocessioni ha permesso una gestione più stabile e profittevole per tutte le franchigie: «Con la Spada di Damocle della retrocessione, una società piccola non può permettersi di investire. Serve un cambio radicale».

La proposta: Stati generali del calcio italiano

De Laurentiis ha invocato gli “stati generali” del calcio, una conferenza seria e strutturata per affrontare le criticità del sistema: «Bisogna riformare tutto: dai calendari alla governance, dal numero di club alla valorizzazione dei giovani. Solo così possiamo competere a livello globale».

 

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Clesippo
Clesippo
3 mesi fa

non sono un estimatore di ADL ma devo ammettere che ha perfettamente ragione, il calcio va riformato radicalmente.

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