Pierpaolo Marino, ex dirigente storico del Napoli, è intervenuto ai microfoni di Televomero per analizzare l’attuale fase positiva degli azzurri, reduci da un evidente cambio di marcia sotto la guida di Antonio Conte. Marino, tuttora molto legato all’ambiente partenopeo, ha spostato il focus sui rapporti interni allo spogliatoio, piuttosto che su presunti attriti tra l’allenatore e la dirigenza. “Il problema non era nei rapporti tra Conte e la società, ma tra i giocatori”, ha dichiarato. “Adesso il gruppo è un corpo unico, gioca con cuore e gambe. Prima c’era chi era scontento, adesso anche chi non partecipava si sente parte del progetto e scende in campo”. Secondo Marino, è il clima interno ad essere cambiato radicalmente, restituendo compattezza a una squadra che nella scorsa stagione aveva faticato a ritrovare l’armonia.
Neres e Lang cambiano il volto offensivo
Tra i fattori determinanti del rilancio azzurro, Marino ha evidenziato l’impatto di David Neres, arrivato in estate e rapidamente divenuto uno dei protagonisti del nuovo Napoli: “È quello che si è valorizzato di più, ma ha anche migliorato il rendimento degli altri. Hojlund sembrava Lukaku, oltre all’assist guadagnava falli ed era sempre dentro la partita”. Un merito condiviso anche con Lang, altro acquisto che ha dato profondità e imprevedibilitàall’attacco partenopeo.
Emergenza infortuni: più mentale che fisica
Sulla lunga lista di indisponibili, Marino ha offerto una lettura che va oltre l’aspetto atletico: “Ci sono stati infortuni traumatici, non solo muscolari. Ma attenzione: un giocatore che si avvicina alla gara col timore di farsi male, spesso finisce per infortunarsi davvero”. Parole che suggeriscono quanto la componente psicologica sia determinante nella gestione fisica degli atleti, specialmente in un periodo così denso di impegni.


