Il Napoli intensifica i contatti per Kobbie Mainoo, centrocampista del Manchester United, tra i nomi più seguiti dal direttore sportivo Giovanni Manna in vista del mercato di gennaio. A confermare le indiscrezioni è il giornalista Fabrizio Romano, che sul proprio canale YouTube ha rivelato un primo segnale di disponibilità da parte del giocatore al trasferimento in azzurro.
Il classe 2005 ha finora collezionato appena 171 minuti in stagione, senza trovare spazio nemmeno nell’ultimo turno infrasettimanale di Premier League. Una gestione che ha alimentato i dubbi sul suo impiego da parte di Erik ten Hag e, allo stesso tempo, ha aperto nuovi scenari di mercato per il talento cresciuto nell’academy dei Red Devils.
Mainoo-Napoli, c’è l’apertura: ora la palla passa allo United
Il giovane centrocampista, considerato uno dei profili più interessanti della nuova generazione inglese, avrebbe dato segnali positivi all’ipotesi Napoli. Una scelta che, per il club partenopeo, rappresenterebbe un investimento di prospettiva, utile ad aumentare qualità e freschezza nel reparto centrale, soprattutto in ottica futura.
Il Napoli è pronto ad affondare, ma tutto dipenderà ora dalla posizione del Manchester United, chiamato a decidere se cedere il giocatore già a gennaio, probabilmente in prestito con diritto di riscatto. La priorità, in ogni caso, è trovare un accordo che consenta a Mainoo di avere più spazio e continuità, obiettivi oggi difficilmente raggiungibili a Old Trafford.
Le alternative sul taccuino di Manna
Il dossier centrocampo è centrale nei piani del Napoli per gennaio. Manna non si limita al solo Mainoo: ci sono altre tre opzioni concrete che il ds sta monitorando per garantire a Antonio Conte almeno un rinforzo nel cuore del gioco. I nomi restano coperti, ma il profilo richiesto è chiaro: giocatori giovani, fisici, con visione di gioco e buona tecnica, compatibili con il sistema a tre che Conte ha iniziato a modellare nelle ultime settimane.
L’identikit di Mainoo corrisponde perfettamente a queste caratteristiche, ma la dirigenza non vuole farsi trovare impreparata, soprattutto in una finestra di mercato notoriamente difficile come quella invernale.


