Napoli, la nuova cura Conte funziona: i numeri sono impressionanti

Dal 3-4-3 ai gol degli esterni e di Hojlund, passando infine per la ritrovata solidità difensiva

Il Napoli di Antonio Conte ha ritrovato il primato in Serie A, condiviso con il Milan di Allegri, ma anche una serie di aspetti positivi degni di nota e che mai probabilmente avremmo pronosticato dopo il dramma di Bologna.

La fase offensiva è tornata a ruggire

La doppietta di Hojlund dopo un digiuno di 2 mesi e 2 giorni, la prima gioia di Noa Lang contro l’Atalanta, e tante prestazioni convincenti; un devastante Neres che è tornato a far impazzire le difese avversarie a suon di dribbling e gol.

Questa nuova formula offensiva consente ai tre riferimenti offensivi di ampliare gli spazi, allargando le maglie difensive degli “oppositori” combinando le azioni con rapidità, verticalità e creatività.

Dall’Atalanta ad oggi il trio NeresHojlundLang ha portato 9 punti in campionato, la vittoria in Champions League e 3 gol di Neres con 1 assist, 1 gol di Lang, 2 gol e 1 assist di Hojlund per un totale di 6 gol e 3 assist in 4 partite. Una rivoluzione.

Altro che BBC è nata la BBR

Per anni il trio Bonucci, Barzagli e Chiellini ha dominato difensivamente il nostro campionato, ma ad oggi (e lo dicono i numeri, ndr) la nuova difesa azzurra targata BeukemaRrahmaniBuongiorno è tra le migliori a livello europeo. Da quando hanno assorbito i nuovi movimenti e le nuove disposizioni in campo hanno subito solamente 2 gol in 4 gare, portando Milinkovic-Savic a totalizzare 2 clean sheet consecutivi e portando a casa vittorie (contro Qarabag e Roma, ndr) cosa che non accadeva dalle gare del 23 e 30 agosto contro Sassuolo e Cagliari.

Il vero Condottiero sa fare di necessità virtù

Ormai è una prassi: dai una situazione difficile ad Antonio Conte e stai sicuro che ne uscirà vincitore. Nonostante le 7 assenze pesantissime (Meret, Gutierrez, Gilmour, Lobotka, De Bruyne, Anguissa e Lukaku, ndr) l’allenatore partenopeo ha rivitalizzato chi aveva trovato meno spazio in questi primi mesi di stagione dando fiducia e continuità e i risultati si vedono. L’unico dubbio riguarda, ora, come si evolverà la stagione azzurra quando i lungodegenti torneranno arruolabili.

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