La sconfitta di Udine racconta di un problema che sta diventando atavico (mischiato ad altri già storici): questa squadra ha un GRANDISSIMO problema di coerenza prestazionale e psicologica nelle partite.
Il Napoli ha un enorme problema psicologico e non lo si può più nascondere
In questa prima metà di stagione il Napoli ha saputo essere molto bello (non in senso estetico ma di efficacia) e molto concreto ma anche bruttissimo. Inizi con una prestazione dominante contro il Sassuolo. Contro l’Inter giochi un secondo tempo pazzesco per attenzione e cinismo. A Roma fai una gara granitica, senza rischiare quasi nulla. Nella gara contro la Juventus potevi vincere con almeno 3-4 gol di scarto per la mole di chance create. Poi, però, a Torino, Bologna e Udine non riesci nemmeno a tirare in porta. A Lisbona uguale. Non parliamo poi di Eindhoven: una figuraccia che ricorderemo per sempre.
La stanchezza e la rosa più corta e martoriata dagli infortuni (dovuti soprattutto a errori nella preparazione, su questo non ci piove) non possono essere degli alibi per sempre ma è pur vera un’altra cosa: con la squadra al completo, il Napoli lo doveva dominare questo campionato. Visto anche lo stranissimo andamento che sta avendo. Il fatto che sia – nonostante tutto – al terzo posto è sia una buona che una brutta notizia.
Il problema vero sta nella ricerca di queste prestazioni altalenanti. E noi ripetiamo quello che forse è il segreto di Pulcinella: al di là delle altre problematiche, è IMPOSSIBILE che questo non sia un problema psicologico. Come può una squadra così forte sciogliersi così facilmente davanti alle difficoltà? Ieri la partita si doveva svolgere sulle ali dell’entusiasmo, potevi andare a giocarti la Supercoppa con un primo posto in campionato e tante certezze ritrovate. Invece, sembra sempre che questi ragazzi posseggano una straordinaria capacità di autosabotaggio, francamente inspiegabile.
Tra corresponsabiità e speranze
Ci sono (tante) colpe dell’allenatore: nella gestione e nel non saper dare convinzione. Ma ci sono anche molte colpe dei calciatori. Perché ricordiamoci che, alla fine, sono loro quelli che scendono in campo.
La Supercoppa e la trasferta di Cremona diranno moltissimo su quanto vale la squadra. Ma non parliamo di valore tecnico, ovviamente, bensì di testa e cuore. Perché senza quelle non si va da nessuna parte. E lo stesso Napoli, nelle sue prestazioni incoerenti, lo dimostra alla perfezione.


