Rasmus Hojlund ha parlato della sua esperienza a Napoli in un’intervista concessa a Sports Illustrated. Ecco le sue dichiarazioni.
A volte ci si dimentica che Rasmus ha solo 22 anni…
“Sì, credo che sia così. Ho disputato grandi tornei: la Champions League, l’Europa League, la Premier League, il campionato italiano. Ho già vissuto molto calcio e molti club, quindi sì, mi sento un giocatore con esperienza, anche se so di non esserlo del tutto. Ma qualcosa alle spalle ce l’ho. Ho 22 anni: non sono vecchio, ho ancora tanto margine di crescita“.
La differenza con l’esperienza maturata al Man United
“Sono più calmo. Non traggo conclusioni affrettate, cerco di avere una visione più ampia. E ovviamente sono un giocatore migliore, più esperto“.
Il retroscena sull’arrivo al Napoli
“Lo United è stato piuttosto chiaro: non facevo parte dei piani per questa stagione. E il Napoli ha visto un’opportunità. Appena ho sentito il loro interesse, ho fatto capire subito al mio entourage che volevo solo venire qui. Ho parlato con l’allenatore, con il direttore sportivo e anche con alcuni compagni. È stato tutto molto chiaro“.
Il suo rapporto con Antonio Conte
“È un allenatore incredibile, ha fatto bene praticamente ovunque sia stato. Quando ti chiama, devi solo dire sì. La nostra prima conversazione è stata breve ma molto chiara. Entrambi sapevamo che fosse un passo giusto per me arrivare a Napoli. È stato un ottimo incontro“.
La sua mentalità e l’asticella sempre alta
“Mi piace tenere l’asticella alta. Se ti accontenti, rischi di rilassarti. Io cerco sempre di migliorarmi: nei gol, nel gioco, nella crescita personale… persino nell’imparare l’italiano. Inserirsi in una nuova cultura è fondamentale, soprattutto qui in Italia, dove la lingua è importantissima. Ora capisco praticamente tutto, anche se parlare in dialetto napoletano è un’altra cosa“.


