Copenaghen è il manifesto perfetto della Champions del Napoli

Copenaghen è il manifesto perfetto della Champions del Napoli: insufficiente, brutta, a tratti imbarazzante

Il pari di Copenaghen è il manifesto perfetto per quella che è stata, finora, la Champions League del Napoli: insufficiente, brutta, a tratti perfino imbarazzante. Una gara che ha dato svariati spunti di riflessione su tantissime cose che non vanno bene (piano piano, nel corso di queste ore, proverò insiema voi ad analizzarle tutte). E che, in maniera predominante, forse è una Gioconda al contrario di tutto ciò che questa squadra non dovrebbe essere.

La trasferta di Copenaghen è l’emblema della Champions League del Napoli

Il Napoli di questo Conte-bis ha un gran cuore (e questo nessuno può negarlo) ma, al contempo, non è minimamente in grado di trovare una qualsivoglia continuità. Versa in uno stato comatoso a livello di gioco: in campo si vedono sempre le stesse cose, una manovra offensiva senza alcun tipo di imprevedibilità e originalità, caratteristiche invece predominanti negli anni scorsi (indipendentemente che si vincesse o meno). Se i pochi singoli che possono fare la differenza adesso non girano, allora la squadra ne risente pesantemente. E non può essere così, non se vuoi competere per raggiungere le vette più alte.
L’alibi degli infortuni è giusto ed è da tenere in considerazione ma può essere considerato tale solo fino a un certo punto. Il segno “x” di ieri è francamente mortificante per le ambizioni e le speranze che doveva avere questo club durante l’annata e già stasera, con gli incastri “giusti” (o meglio: sbagliati), il Napoli potrebbe trovarsi fuori dai piazzamenti utili per una qualificazione playoff che – questo va detto e ricordato – al di là delle frasi di circostanza, era un obiettivo MINIMO della stagione. La tristezza è tanta: così, purtroppo, non va bene.
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