L’involuzione di Alessandro Buongiorno è veramente inspiegabile. Ma, a questo punto, possiamo davvero parlare di involuzione? Oppure la realtà è un’altra?
Forse Buongiorno non è il calciatore che pensavamo potesse essere
Buongiorno l’anno scorso, per metà stagione (cioè la metà in cui ha giocato), è stato uno dei migliori giocatori non solo del Napoli ma dell’intero campionato. Un difensore bravissimo in anticipo, nel gioco aereo, arcigno, insuperabile nel dribbling. In quest’annata, invece, stiamo vedendo un calciatore completamente differente, in negativo: meno “cattivo” agonisticamente, più facile da superare, molto più falloso e insicuro di prima (martedì, dopo il rigore procurato, il ragazzo è andato completamente in tilt, rischiando di commettere errori su ogni pallone toccato). Peraltro, Buongiorno continua a essere troppo irruento nelle letture in area di rigore, così come ha confermato questo vizio di saltare in aria sempre a braccia larghe (e, visti gli avvenimenti recenti, chiunque, nello staff azzurro, avrebbe dovuto spiegargli di non farlo più).


