Le trasferte di Copenaghen e di Milano contro il Milan hanno per il Napoli una connessione spiacevole, perché si tratta di 2 partite nelle quali la squadra ha giocato in superiorità numerica per più di un tempo intero, senza mai riuscire a vincere.
Il Napoli non sa sfruttare la superiorità numerica (e questo è molto grave)
Se contro il Milan, tutto sommato, ci poteva anche stare (sei in casa di una squadra forte, che difende bene, con un portiere che per un paio di volte ha evitato il pareggio), in Danimarca invece assolutamente no. Vai in vantaggio contro un avversario nettamente meno bravo e, invece di stenderlo, lo rimetti in partita con un approccio molle. Senza poi nemmeno tornare avanti, nonostante ci fosse tempo. Due indizi fanno una prova. Per la precisione, la prova che il Napoli fa una fatica mostruosa a creare un gioco offensivo che vada oltre il passaggio orizzontale o la ricerca spasmodica e infruttuosa del voler entrare con la palla fino in porta. Potenziali 4 punti da guadagnare, soltanto 1 ottenuto.
Non si pretende che questo Napoli giochi come quello di Sarri o di Spalletti. Ma, almeno, che riesca a mostrare la sua forza quando dovrebbe farlo. Purtroppo, anche queste cose danno l’idea di una stagione che sta venendo fuori come inaspettatamente tormentata.


