Giovane è stato uno dei nomi più interessanti emersi nella prima parte della stagione di Serie A e non sorprende che il Napoli abbia deciso di puntare con decisione sull’attaccante brasiliano classe 2003, protagonista con la maglia del Verona. Per comprendere fino in fondo le ragioni di questo interesse, l’analisi delle prestazioni attraverso i dati Hudl StatsBomb offre indicazioni chiare: quando Giovane ha il pallone tra i piedi, la pericolosità offensiva cresce in modo significativo.
Uno degli indicatori più evidenti riguarda il dribbling, fondamentale chiave per valutare l’imprevedibilità di un attaccante. Giovane completa 1,49 dribbling a partita, un dato quasi doppio rispetto alla media della Serie A (0,71). Questo lo colloca tra i profili più incisivi nell’uno contro uno, qualità sempre più rara e preziosa nel calcio moderno, soprattutto per una squadra come il Napoli, chiamata spesso a scardinare difese chiuse.
Non solo dribbling: Giovane è sopra la media anche per tiri e passaggi chiave, confermando una capacità costante di incidere sull’azione offensiva. In un reparto che ha salutato Lucca e Lang e che deve fare i conti con diversi infortuni, queste caratteristiche rappresentano un valore aggiunto immediato.
Dal punto di vista della finalizzazione pura, i numeri raccontano un profilo leggermente diverso rispetto a quello del classico centravanti. Gli Expected Goals di Giovane sono pari a 0,18 a partita, contro una media di campionato di 0,27, mentre i tocchi in area sono 4,53 rispetto ai 5,57 medi. Questo suggerisce una tendenza chiara: Giovane agisce spesso fuori dall’area, preferendo muoversi tra le linee, creare superiorità numerica e aprire spazi per i compagni.
A confermare questa interpretazione ci sono altri dati chiave. I tiri a partita sono 2,54, leggermente superiori alla media della Serie A (2,38), ma soprattutto spicca il dato sugli Expected Goals Assisted, pari a 0,14 per gara, contro lo 0,09 medio. In altre parole, Giovane crea occasioni per gli altri con continuità, più di quanto faccia la maggior parte degli attaccanti del campionato.
Uno degli indicatori più significativi forniti da Hudl StatsBomb è l’On-Ball Value, metrica che misura il valore delle azioni compiute con il pallone. Qui il brasiliano registra 0,06, mentre la media del campionato è -0,01. Ogni giocata di Giovane tende quindi ad aumentare la probabilità di creare un’azione pericolosa, un aspetto perfettamente in linea con le esigenze del Napoli di Antonio Conte.
Altro punto di forza è rappresentato dai Line Breaking Passes, ovvero i passaggi che superano le linee difensive avversarie. Giovane ne effettua 3,87 a partita, contro una media di 3,19, dimostrando una spiccata capacità di verticalizzare e rompere l’organizzazione difensiva avversaria.
Per quanto riguarda la fase di pressione, parametro molto caro a Conte, Giovane registra 14,98 azioni di pressing a partita, un dato inferiore alla media della Serie A (20,11), con 2,65 pressioni riuscite contro le 4,71 medie. Si tratta di un aspetto migliorabile, soprattutto in un sistema che richiede intensità costante senza palla. Un’altra statistica su cui lavorare è quella dei palloni persi, pari a 5,20 a partita, rispetto ai 3,40 del resto del campionato.
Il profilo che emerge è quello di un attaccante creativo, dinamico e funzionale alla costruzione del gioco, più che alla sola finalizzazione. Seconda punta naturale, ma utilizzabile anche come esterno offensivo, Giovane può diventare un’arma tattica preziosa per il Napoli, soprattutto in combinazione con un finalizzatore puro come Lukaku.



Email serve una punta vera specie se big rom non sta bene altrimenti manna deve lavorare gia ora per l estate consiglio a Aurelio di affiancare a manna pierpaolo