L’eliminazione da questa Champions League fa oggettivamente male perché, in tutta onestà, al di là dei problemi di rosa e degli infortuni (emersi in maniera prepotente ma specialmente nell’ultimo mese e mezzo), il Napoli aveva tutte le carte in regola per poter fare di più. Invece, l’impressione principale è che la squadra spesso sia scesa in campo con un atteggiamento troppo arrendevole e, soprattutto, incapace di reggere velocità e ritmi delle altre compagini europee. Pensiamo soprattutto alla sconfitta storica contro il PSV o al KO rimediato a Lisbona contro il Benfica. Finire al 30° posto, al di sotto di squadre che per storia e blasone non possono essere neanche lontanamente paragonate al Napoli, fa davvero uscire di testa.
Pochi giri di parole: la Champions del Napoli è stata fallimentare
Anche quando si è vinto, contro Sporting Lisbona e Qarabag, onestamente non è mai emersa la sensazione che il Napoli si stesse esprimendo al suo massimo. Conte ha parlato del voler plasmare un gioco europeo ma, francamente, di questo paventato europeismo non si è visto molto, se non in termini concettuali. Si è fatta una fatica immonda a fare gol, si è subito tantissimo (e la difesa dovrebbere essere il nostro fiore all’occhiello). Anche vero che, come ha dimostrato poi l’andamento dell’annata, evidentemente alcuni giocatori presi negli ultimi 2 anni sono lontanissimi dall’essere considerati “di dimensione europea” (e il campo ne ha dato brutale conferma).
Sin da subito si era notata una differenza di rendimento abissale tra le partite in terra nazionale e quelle di Champions. Sia in termini tattici che tecnici, oltre che di atteggiamento e del saper stare in campo. E’ come se avessimo assistito a un Napoli A e a un Napoli B. Un gran peccato, perché questa è una squadra che – sulla carta – poteva fare molti passi in avanti e che ai playoff se la poteva giocare. Basti pensare al fatto che 4 delle 7 squadre affrontate nella League Phase (ovvero Benfica, Copenaghen, Eintracht e PSV) non si sono qualificate al turno successivo.
L’auspicio è che questa campagna di Champions League, la quale non si può non definire come FALLIMENTARE, sia di insegnamento in qualche maniera. Ma è chiaro che ora, anche a livello di progetto, devono emergere preoccupazioni serie sul futuro del Napoli in Europa, perché – anche se in fondo lo sapevamo tutti – con questa guida tecnica il rischio è quello di partecipare senza mai essere davvero protagonisti.



nonsono d’ accordo. L’ esperienza è vita e anche viceversa.
Giusto ma sarebbe meglio che quando si gioca la champions si eviterebbero scontri con squadre di alta classifica in serie a