Il Como scrive una pagina storica della propria stagione e lo fa nel palcoscenico più prestigioso. La vittoria ai calci di rigore contro il Napoli al Maradona vale l’accesso alla semifinale di Coppa Italia, dove i lariani affronteranno l’Inter. Al termine della gara, Cesc Fabregas ha commentato l’impresa ai microfoni di SportMediaset, alternando orgoglio, lucidità e un messaggio chiaro: godersi il momento senza perdere l’equilibrio.
“È un traguardo storico, un momento bello e positivo”, ha spiegato l’allenatore del Como. “Ma l’euforia va lasciata lì: sono dieci minuti di musica, poi bisogna tornare con i piedi per terra. Sabato abbiamo un’altra partita importante”. Parole che fotografano perfettamente l’approccio di Fabregas, capace di tenere insieme entusiasmo e concretezza.
Napoli-Como: parla Fabregas
Dal punto di vista tecnico, il tecnico spagnolo ha analizzato una partita preparata con grande attenzione tattica. “Nel primo tempo abbiamo fatto abbastanza bene, poi nella ripresa è mancato qualcosa”, ha ammesso. Tuttavia, il messaggio lanciato fin dall’inizio è stato chiaro: “Dal primo minuto abbiamo attaccato la profondità e questo era importante, volevamo mandare un segnale”. Rispetto al consueto atteggiamento aggressivo, il Como ha scelto una strategia diversa. “Abbiamo fatto una partita difensivamente diversa, non siamo andati a pressare alto come al solito”, ha spiegato Fabregas. Una scelta dettata anche dalle condizioni fisiche e dalla gestione delle energie, in un periodo segnato da assenze e infortuni. “So che non è facile, ma abbiamo fatto la nostra partita”, ha sottolineato.
Nel finale, con il risultato ancora in bilico, Fabregas ha deciso di passare alla linea a cinque, una mossa pensata per chiudere la gara in modo differente e arrivare con maggiore solidità alla lotteria dei rigori. Una decisione che si è rivelata decisiva, permettendo al Como di resistere e giocarsi tutto dagli undici metri.
Proprio sui rigori, l’allenatore spagnolo ha svelato uno dei momenti più intensi della serata. Alla domanda su cosa avesse detto ai suoi giocatori prima della serie decisiva, Fabregas ha risposto con parole cariche di emozione: “Li ho ringraziati per quello che mi fanno vivere”. Un messaggio che va oltre la tattica e tocca la dimensione umana dello sport.
“Ho detto loro che tanti giocatori non hanno mai vissuto un momento così”, ha aggiunto. “Era fondamentale crederci. Dovevano godersi quei minuti, perché i grandi erano loro”. Fabregas ha voluto ribaltare la pressione: “Noi potevamo avere paura, ma loro dovevano sentirsi protagonisti”. Il ringraziamento non è stato solo simbolico. “Li ho ringraziati per quello che mi danno ogni giorno”, ha ribadito il tecnico, sottolineando il rapporto costruito con il gruppo. Un legame evidente anche in campo, dove il Como ha mostrato compattezza, personalità e coraggio, riuscendo a reggere l’urto del Napoli e a colpire nel momento decisivo.
Nonostante l’impresa, Fabregas ha chiuso con un monito chiaro: “Dobbiamo continuare così, perché niente è fatto”. La semifinale contro l’Inter rappresenta un’altra montagna da scalare, ma il Como ha già dimostrato di poter competere senza complessi di inferiorità, forte di un’identità precisa e di una guida tecnica che unisce esperienza internazionale e mentalità vincente.


