Con l’eliminazione dall’unica competizione nella quale il Napoli poteva ancora arrivare a vincere, vengono – di conseguenza – eliminati anche tutti gli alibi. Adesso resta soltanto il campionato, c’è una settimana intera per preparare la partita, quindi la condizione ideale. Non ci sono più partite ogni 3 giorni, né affollamenti di calendario. Irrealistico – per non dire impossibile – che la squadra possa vincerle tutte ma, onestamente, dovrebbe almeno avere la forza di provarci, indipendentemente dalla difficoltà dell’avversario da affrontare.
Ora per il Napoli e per Conte è terminato il tempo degli alibi
Per la prima volta da un mesetto a questa parte (l’ultima volta durante Napoli-Parma dell’11 gennaio) Conte è riuscito a fare 5 cambi. L’emergenza numerica della rosa è oggettivamente terminata (non quella tecnica, chiaro, perché le assenze di Di Lorenzo, Gilmour, Anguissa, De Bruyne e Neres pesano tantissimo, sia per i reparti coinvolti che per il gioco della squadra), sono arrivati calciatori nuovi che possono dare qualcosa, se messi nelle condizioni e aiutati a farlo. Non ci si può più trincerare dietro alla questione della rosa corta perché d’ora in poi – se tutto andrà bene – potrebbe non essere più così.
Lo stesso Conte fa bene a dire che bisogna mettersi l’elmetto e andare avanti, ancora meglio a ricordare che in 2 anni sono arrivati uno Scudetto e una Supercoppa, benissimo a tenere distante l’argomento Scudetto, perché per quello serve soltanto un miracolo. Ma, al tempo stesso, non può andare avanti con la narrazione un po’ troppo stucchevole delle responsabilità che sono sempre altrove e mai nella guida tecnica. Perché è evidente che, se il Napoli è fuori da Champions e Coppa Italia ed è a 9 punti dal primo posto, qualche errore anche da parte sua e dei suoi colleghi c’è stato.
E, in tutta onestà, non è stato di grande aiuto nemmeno il fatto che il mister abbia iniziato già a mettere in discussione il suo futuro, spiegando che bisognerà fare i conti a fine stagione e contribuendo a creare un clima di incertezza. Ora più che mai bisogna stare uniti ed era seriamente il caso di evitare alcune dichiarazioni.
Adesso, allenatore e squadra si responsabilizzino ancora di più, perché il tempo degli errori dev’essere messo da parte, se si vuole trovare un minimo di senso per quest’annata che era iniziata all’insegna di altre ambizioni e che, invece, sta rischiando di risolversi in scatafascio.


