L’errore dagli undici metri contro il Como ha riacceso il dibattito attorno a Romelu Lukaku. Il rigore fallito in Coppa Italia, in una serata già segnata dall’eliminazione, ha avuto un impatto che va oltre il singolo episodio. Quando a sbagliare è uno specialista come il centravanti belga, il segnale assume un peso diverso. In carriera Lukaku aveva mancato soltanto otto rigori su quarantanove tentativi, con un percorso quasi impeccabile durante l’esperienza all’Inter, dove aveva trasformato 19 penalty su 19.
Contro il Como, però, la scena è stata differente. Il tiro, potente ma nervoso, ha cercato l’angolo alla sinistra del portiere senza trovare lo specchio della porta. Una conclusione lontana dalla consueta esecuzione del belga, solitamente caratterizzata da rincorsa controllata, breve pausa di lettura e finalizzazione precisa. Un gesto tecnico che ha fotografato una condizione fisica e mentale ancora lontana dagli standard abituali.
Al Maradona non sono mancati gli applausi quando Lukaku si è coperto il volto per la delusione, ma sui social la reazione è stata decisamente più dura. Su X e Instagram, complice anche il blocco dei commenti sul profilo ufficiale dell’attaccante, si sono moltiplicate le critiche. “Se non è al 110% è un giocatore da campionato amatoriale”, “È fuori forma in maniera clamorosa”, “Errore più pesante di quello di Lobo”: frasi che hanno sintetizzato l’umore di una parte della tifoseria. Non sono mancati riferimenti polemici alla gestione tecnica e alle scelte di mercato, con accuse rivolte anche alla dirigenza.
Il malumore non si è fermato ai confini partenopei. Anche tifosi di altre squadre hanno approfittato dell’episodio per ironizzare. C’è chi ha scherzato sull’orientamento della porta, chi ha ricordato le vicende arbitrali, chi ha rievocato l’infortunio estivo come elemento decisivo per il mercato azzurro. Il rigore sbagliato è diventato in poche ore terreno di confronto, critica e sfottò.
Oltre all’episodio dal dischetto, a preoccupare è stata la prestazione complessiva. Nei minuti disputati contro il Como, Lukaku è apparso lento, poco brillante e ancora lontano dalla miglior condizione. Lo ha riconosciuto anche Antonio Conte nel post partita: “Non è Lukaku”, ha ammesso l’allenatore, che nel corso della carriera ha spesso costruito il proprio sistema offensivo attorno al centravanti belga. Una dichiarazione che pesa, soprattutto considerando il rapporto tecnico consolidato tra i due.
Il percorso di recupero è stato complesso. L’attaccante si era fermato il 14 agosto, durante un’amichevole estiva a Castel di Sangro contro l’Olympiacos, per una lesione al retto femorale della coscia sinistra. L’infortunio aveva costretto il Napoli a intervenire sul mercato, portando all’arrivo di Hojlund mentre la finestra estiva era ancora aperta. Nelle intenzioni iniziali, l’idea di affiancare Lukaku al nuovo acquisto aveva alimentato l’ipotesi di una coppia offensiva di alto livello.
Finora, però, il rientro non ha prodotto l’impatto atteso. Lukaku è tornato in gruppo da alcune settimane, ha preso parte alla spedizione per la Supercoppa a Riad, ma ha collezionato soltanto 56 minuti complessivi, con un unico tentativo verso la porta nel quarto d’ora disputato contro il Chelsea. Numeri che evidenziano una presenza ancora marginale nelle rotazioni offensive.
Nel frattempo, tra i commenti social è emersa anche un’ipotesi legata al futuro. Alcuni tifosi hanno suggerito al belga di valutare offerte provenienti dall’Arabia Saudita, prospettiva che non appare del tutto remota in vista della prossima stagione. La Saudi League rappresenta una destinazione già presa in considerazione da diversi profili di primo piano e il nome di Lukaku è stato accostato a quel campionato.
Conte, tuttavia, continua a predicare pazienza. L’allenatore ha ribadito in più occasioni la necessità di attendere il pieno recupero del centravanti, convinto che possa ancora risultare determinante nello sprint finale. Con il campionato entrato nella fase decisiva, il contributo di Lukaku potrebbe incidere nella corsa europea del Napoli.
La discussione resta aperta. Tra critiche, aspettative e strategie future, il rendimento del belga rappresenta uno dei nodi centrali della stagione azzurra. L’obiettivo immediato rimane il recupero della migliore condizione, unico presupposto per trasformare le polemiche in risposte sul campo.


