Valentina De Laurentiis: “Napoli è identità. Io presidente? Un onore”

La figlia del patron racconta il legame con il club e la sfida globale del brand azzurro

 Il Napoli come identità, famiglia e visione imprenditoriale. Valentina De Laurentiis, figlia del presidente Aurelio, si è raccontata in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, ripercorrendo il suo percorso personale e professionale all’interno del club e delineando le ambizioni future del marchio azzurro.

Il primo contatto con lo stadio risale al 1994, quando mise piede al San Paolo durante una vacanza a Capri con le amiche. Ma il vero riavvicinamento al Napoli è arrivato nella primavera del 2020, nel pieno dell’emergenza Covid. «Erano ore terribili», ha ricordato, descrivendo quel periodo come un momento di riscoperta della dimensione familiare, ma anche di grande incertezza.

Valentina De Laurentiis racconta il Napoli

Proprio allora arrivò la proposta del padre: dopo la chiusura del rapporto con il precedente sponsor tecnico, il club decise di autoprodurre le maglie. Una scelta che all’interno della società apparve rischiosa. «Siamo stati considerati amabilmente i due pazzi», ha raccontato Valentina, sottolineando come quell’intuizione abbia aperto una nuova fase nella gestione dell’immagine del Napoli. Laureata in psicologia e madre di due figli, Valentina ha assunto un ruolo centrale nello sviluppo del brand. “Dietro una maglia deve esserci per forza il richiamo a questa città straordinariamente bella e ricca di energia”, ha spiegato, evidenziando come il Napoli rappresenti molto più di una squadra di calcio: è un patrimonio storico-culturale che attraversa generazioni e confini.

Il gruppo di lavoro che si occupa del marchio è composto da dieci persone, impegnate senza orari fissi nella costruzione di un’identità riconoscibile a livello internazionale. Il secondo scudetto è stato, nelle sue parole, un’immagine potente diffusa in ogni continente, capace di rafforzare l’appeal globale del club.

La prossima sfida è l’espansione commerciale internazionale. I dati, ha spiegato, confermano riscontri importanti in Campania e in Italia, segnali incoraggianti in Europa, ma ora l’obiettivo è andare oltre, anche attraverso la creazione di hub produttivi esterni.

Nel racconto emerge anche il rapporto con il padre, definito un modello di leadership manageriale sia nel cinema che nel calcio. «Io non ho paura. Ho istinto», ha affermato, riconoscendo di aver trovato la propria identità nel tempo e di essere pronta a nuovi cambiamenti professionali.

Accanto al riferimento familiare, Valentina cita il compagno Antonio e i figli come punti fermi della propria vita. Ma è chiaro che il legame con il Napoli rappresenta oggi una parte centrale del suo percorso. Il brand azzurro, nelle sue intenzioni, deve continuare a crescere senza perdere il legame profondo con la città, trasformando ogni maglia in un simbolo di appartenenza e identità condivisa.

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