“The king is back”. A Castel Volturno si respira aria di ritorno importante. Kevin De Bruyne ha ripreso a lavorare al centro sportivo del Napoli dopo quattro mesi di assenza, riavvicinandosi a quel campo che gli manca dal 25 ottobre, giorno dell’ultima partita disputata prima dell’infortunio contro l’Inter. Proprio in quella sfida arrivò il rigore che cambiò la sua stagione: una gravissima lesione al bicipite femorale destro, seguita dall’intervento chirurgico del 29 ottobre ad Anversa. In totale, 121 giorni lontano dal terreno di gioco e 117 dall’operazione. Un’assenza pesante, non solo per il peso tecnico del giocatore, ma per il ruolo centrale che aveva assunto nello scacchiere azzurro.
De Bruyne vuole esserci contro il Torino
Eppure, il rientro ha sorpreso per tempistiche e condizioni. De Bruyne si è presentato in una forma fisica definita eccellente, asciutto e determinato, segnale di un lavoro meticoloso svolto durante la riabilitazione. Sta seguendo ancora un programma personalizzato, ma l’obiettivo è chiaro: riaggregarsi al gruppo quanto prima per cominciare ad accumulare minuti. Nel mirino c’è la gara contro il Torino dell’8 marzo. L’idea di una convocazione non viene considerata utopistica. Naturalmente, come accaduto per Lukaku nel suo percorso di recupero, il rientro dovrà essere graduale. Ma la possibilità di vedere il belga almeno in panchina contro i granata è concreta.
Come sottolinea il Corriere dello Sport, il percorso scelto da De Bruyne è stato diverso rispetto a quello del compagno. A differenza di Lukaku, che aveva optato per una terapia conservativa, il belga ha scelto l’intervento chirurgico, puntando su una soluzione definitiva per tornare al massimo della condizione. Una decisione che testimonia la volontà di non lasciare nulla al caso in vista del finale di stagione. Il presente del Napoli passa anche dal suo recupero. La squadra è in piena corsa per la qualificazione alla prossima Champions League, traguardo che rappresenta uno dei due grandi obiettivi personali del centrocampista. L’altro è il Mondiale estivo con il Belgio, che potrebbe essere il quarto – e probabilmente ultimo – della sua carriera internazionale.
Finora De Bruyne ha saltato 27 partite complessive: 18 in campionato, 5 in Champions League, 2 in Supercoppa e 2 in Coppa Italia. Prima dello stop aveva collezionato 11 presenze e 4 reti, numeri che fotografano un impatto immediato nel progetto tecnico. La sua assenza ha inciso profondamente sugli equilibri offensivi, privando il Napoli di uno dei leader tecnici e carismatici.
Nel nuovo anno non ha ancora indossato la maglia azzurra né toccato il pallone in gara ufficiale. Ora, però, il traguardo si avvicina. La fase personalizzata continuerà fino al completo reintegro in gruppo, con l’obiettivo di ritrovare ritmo partita senza forzature.
La stagione entra nella fase decisiva e il Napoli intravede la possibilità di riabbracciare uno dei suoi uomini simbolo. Se l’iter di recupero procederà senza intoppi, De Bruyne potrà diventare un valore aggiunto nella volata finale, offrendo qualità ed esperienza in un momento chiave. Il re è tornato a lavorare. Ora resta da capire quando tornerà a governare il centrocampo.


