Al trascorrere delle ore, Verona-Napoli è sempre più vicina. La sfida del Bentegodi rappresenta un viatico importantissimo per la squadra azzurra, che deve difendere la sua posizione Champions League dagli assalti delle inseguitrici. Nel prossimo turno, complice anche la sfida tra Roma e Juventus, la compagine di Conte potrebbe provare a prendere un po’ di vantaggio, a patto – però – di una vittoria convincente in casa degli scaligeri, che all’andata avevano frenato gli azzurri sul 2-2 in una partita che poi si è rivelata come uno dei giri di boa negativi per la stagione dei partenopei.
A distanza di settimane da quello scontro, molto è cambiato nella classifica di entrambe le compagini e i temi da approfondire in vista del match rappresentano la naturale conseguenza degli eventi che si sono verificati.
Verona-Napoli, l’analisi tattica e gli spoiler sul match
Rispetto alla gara d’andata, la novità principale è che il Verona ha cambiato allenatore. Dopo l’esonero di Zanetti, infatti, è stato promosso in prima squadra Sammarco dalla Primavera. Finora il nuovo allenatore ha collezionato un pareggio a reti bianche contro il Pisa e una sconfitta per 3-0 contro il Sassuolo. Il dato che emerge subito è la chiara difficoltà dell’Hellas ad arrivare al gol nelle ultime sfide. D’altronde, in generale, il Verona ha attualmente il 2° peggior attacco della Serie A in coabitazione con il Parma, con 19 reti (2 di queste segnate proprio al Napoli). D’altro canto, proprio gli azzurri vengono da un momento drammatico in fase difensiva: l’ultimo clean sheet risale a Napoli-Sassuolo di metà gennaio e i continui infortuni nel reparto stanno privando la squadra di svaiate certezze.
L’andamento della partita, in ogni caso, dovrebbe rispecchiare un canovaccio già visto nella gara del Maradona, con il Napoli a costruire il gioco (4° club per possesso palla medio in Serie A, 57,1%) e il Verona pronto a ripartire in contropiede, vista anche la scarsa predisposizione al palleggio (penultima squadra per possesso, 40,4%). Se, in questo senso, l’Hellas per mesi ha sfruttato anche le ripartenze in velocità di Giovane, ora passato proprio agli azzurri, al momento l’attacco veronese appare più statico, con Orban a girare attorno a Bowie. L’aspetto in questione non va però assolutamente sottovalutato dagli azzurri, anzi: la maggior parte delle segnature dell’Hellas è arrivata proprio attraverso il contropiede (6, 2° posto in Serie A insieme al Como).
Chiaramente, invece, ancora una volta il Napoli cercherà di arrivare al gol tramite azione manovrata, essendo la seconda squadra in Serie A con il maggior numero di reti prodotte in tal senso (26). Il Verona è anche la squadra peggiore in termini di precisione passaggi (74,9%): di conseguenza, il pressing alto degli azzurri potrebbe generare una serie di palloni persi nella fase di impostazione scaligera, con un recupero veloce per andare poi verso la porta di Montipò. Un dato in cui invece i veneti sono nettamente superiori è quello dei duelli aerei: 20,1 di media contro i 13,5 dei Campioni d’Italia in carica. Che, di conseguenza, potrebbero soffrire una partita su binari maggiormente fisici e senza possibilità di palla a terra.
Insomma: almeno sulla carta, c’è una squadra più forte di un’altra e, teoricamente, lo mostra anche la classifica. Poi, però, è il campo a dover parlare. E il Napoli dovrà stare attentissimo a non sottovalutare i punti di forza di un Verona ferito ma non ancora stecchito, in cerca delle ultime chance di permanenza nella massima serie.


