Napoli, il paradosso di Conte: difesa fragile per il sogno Champions

Ventisette gol subiti in 26 gare, tra le big è la peggior retroguardia. A Verona serve una sterzata per restare in corsa

 C’è un numero che fotografa meglio di ogni analisi le difficoltà attuali del Napoli: 27 gol subiti in 26 partite di campionato. Un dato che stride con la tradizione delle squadre allenate da Antonio Conte e che rischia di pesare in modo determinante nella corsa alla prossima UEFA Champions League. Nella scorsa stagione, lo stesso numero di reti incassate era arrivato nell’intero torneo. Oggi, invece, la soglia è stata raggiunta con ancora diverse giornate da disputare. Un’inversione di tendenza che mette in discussione uno dei marchi di fabbrica del tecnico salentino: solidità e organizzazione difensiva.

Napoli: la difesa è da registrare

Le attenuanti non mancano. A Bergamo, contro l’Atalanta, erano assenti Giovanni Di Lorenzo e Amir Rrahmani, e nel corso della gara si è fermato anche Juan Jesus. Le reti subite di testa da Pasalic e Samardzic hanno evidenziato emergenze e difficoltà nei duelli aerei. Tuttavia, le giustificazioni non cancellano un trend che si sta consolidando. Tra le prime sette squadre in classifica, il Napoli presenta la peggior difesa. La Roma guida con 17 gol subiti, seguita da Como (19), Milan (20) e Inter (21). La Juventus è a quota 25, mentre gli azzurri chiudono il gruppo con 27 reti al passivo. Un dato che pesa in un campionato dove l’equilibrio si misura spesso sui dettagli.

Anche il numero dei clean sheet racconta una stagione altalenante. L’ultima partita senza subire gol risale a cinque turni fa contro il Sassuolo. In totale, le gare chiuse a porta inviolata sono nove, pari al 34,6% del totale. Una percentuale inferiore rispetto agli standard richiesti per competere stabilmente ai vertici.

Ma come sottolinea Tuttomercatoweb, il problema non riguarda esclusivamente la linea difensiva. È l’intera fase di non possesso ad aver perso efficacia, a partire dal filtro del centrocampo. Le assenze di Frank Zambo Anguissa e Scott McTominay hanno inciso sull’equilibrio, togliendo fisicità e copertura davanti alla difesa. Anche Stanislav Lobotka si è trovato spesso isolato nella gestione delle transizioni negative.

Napoli: la corsa alla Champions si decide sui dettagli

In questo contesto, la qualificazione alla Champions League passa inevitabilmente da una ritrovata impermeabilità. Con una sola competizione da affrontare e una partita a settimana, Conte dispone ora del tempo necessario per intervenire su meccanismi e distanze tra i reparti. La trasferta di Verona rappresenta un banco di prova immediato. Serviranno concentrazione sui calci piazzati, maggiore protezione dell’area e meno distrazioni nei momenti chiave. Ritrovare compattezza è la condizione indispensabile per restare agganciati all’Europa che conta. Il paradosso è evidente: una squadra costruita per essere solida si scopre vulnerabile proprio nel momento decisivo della stagione. La risposta, ora, è attesa sul campo.

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