La vittoria contro il Verona rappresenta un passaggio fondamentale nella corsa Champions del Napoli, ma secondo Emanuele Calaiò l’unico elemento realmente positivo resta il risultato finale. L’ex attaccante azzurro, intervenuto nel corso della trasmissione “Campania Sport” su Canale 21, ha analizzato la prestazione della squadra partenopea sottolineando come, al di là dei tre punti, siano emerse diverse criticità sia sul piano tecnico sia su quello mentale.
Il tema centrale dell’analisi riguarda la gestione del vantaggio. Dopo il gol arrivato nei primi minuti, il Napoli non sarebbe riuscito a imporre il proprio ritmo né a chiudere la partita, lasciando spazio agli episodi e alla crescita dell’avversario. Una dinamica che, secondo Calaiò, ricorda quanto accaduto in altre occasioni recenti, come nella sfida europea contro il Copenaghen. Anche in quel caso, la squadra aveva amministrato senza affondare il colpo decisivo, finendo poi per subire conseguenze pesanti.
Napoli poco convincete: anche Calaiò lo critica
Sul banco degli imputati finisce soprattutto la fase difensiva. Il Napoli, che nella scorsa stagione aveva costruito le proprie fortune su solidità e compattezza, oggi continua a incassare gol con troppa facilità, persino contro formazioni che vantano uno dei peggiori attacchi in Europa. Gli errori, secondo l’ex centravanti, non sarebbero soltanto individuali ma riguarderebbero l’intero reparto, in particolare nelle situazioni da palla inattiva. Il dato dei rigori concessi – ben tredici – rappresenta un campanello d’allarme che non può essere ignorato.
Non meno rilevante appare l’aspetto psicologico. La sconfitta di Bergamo avrebbe lasciato strascichi evidenti nello spogliatoio, incidendo sull’approccio alla gara successiva. Perdere una partita in quel modo, dopo aver dominato a lungo, può generare frustrazione e insicurezza. Calaiò ha evidenziato come, per due o tre giorni, sia difficile metabolizzare un ko del genere, soprattutto quando accompagnato da episodi arbitrali discussi.
Anche contro il Verona, infatti, non sono mancati momenti controversi. L’azione che ha portato al pareggio sarebbe nata, secondo l’analisi proposta, da un fallo non ravvisato su Buongiorno, mentre un altro intervento ai danni di Gutierrez avrebbe meritato un provvedimento più severo. Episodi che, sommati tra loro, possono incidere sulla tenuta mentale di una squadra già provata, alimentando nervosismo e perdita di lucidità.
Dopo l’1-1, il Napoli avrebbe mostrato segnali di frustrazione, rischiando di compromettere una gara che, sulla carta, doveva essere gestita con maggiore autorità. La mancanza di incisività offensiva è un altro punto evidenziato: poche occasioni create e scarsa capacità di rendersi realmente pericolosi, nonostante il vantaggio iniziale. Un atteggiamento ritenuto insufficiente contro un avversario come il Verona, soprattutto considerando le ambizioni europee del club.
A risolvere la partita è stato l’episodio favorevole, con Lukaku protagonista. La fisicità e la determinazione dell’attaccante belga hanno fatto la differenza nel momento decisivo, consentendo al Napoli di portare a casa tre punti pesantissimi. Per Calaiò, il contributo di Lukaku assume un valore ancora più significativo alla luce delle difficoltà personali e degli infortuni che hanno segnato il suo percorso recente.
Il successo evita complicazioni nella corsa Champions: un pareggio avrebbe reso la classifica più insidiosa, soprattutto considerando il livello dell’avversario. Tuttavia, l’analisi complessiva resta severa. Non sarebbe la prima volta che il Napoli fatica contro squadre di fascia inferiore, concedendo loro opportunità e fiducia.


