L’uomo chiave di Napoli-Torino: per Billy Gilmour è arrivato il momento di prendere il mano il centrocampo

L'uomo chiave di Napoli-Torino: per Billy Gilmour è arrivato il momento di prendere il mano il centrocampo, specie dovesse mancare Lobotka

Più trascorrono le ore, maggiore è l’attesa per Napoli-Torino. Una partita molto importante soprattutto per dare continuità di risultati e per cercare di inserire un altro tassello al mosaico che dovrà comporre poi il piazzamento Champions League, diventato l’unico realistico obiettivo stagionale per gli azzurri. Al di là di alcuni potenziali recuperi per la panchina – come quelli di De Bruyne e Anguissa – ancora una volta mister Conte potrebbe dover fare a meno di un suo fedelissimo azzurro, quel Lobotka praticamente imprescindibile per l’11 titolare. Proprio per questo, forse è arrivato finalmente il momento di splendere per Billy Gilmour, ormai recuperato dall’infortunio (con tanto di operazione) che lo ha tenuto lontano dal campo per molti mesi.

In una stagione nella quale ha avuto oggettivamente poco spazio per mettersi in luce (e che, invece, doveva rappresentare per lui qualcosa di più, vista anche la chance di giocare più partite stagionali), per Gilmour è arrivato il momento di prendere in mano il centrocampo del Napoli, esaltando le sue caratteristiche per metterle contemporaneamente al servizio della squadra.

Perché Billy Gilmour può essere l’uomo chiave di Napoli-Torino

L’analisi di questo articolo parte, chiaramente, da una base che al momento sembra solida, cioè quella di un Gilmour titolare contro il Torino. Per lo scozzese, infatti, le possibilità di giocare dall’inizio erano elevate anche prima dell’infortunio di Lobotka, poiché l’idea del doppio play (applicata già nella scorsa stagione, con successo, in alcune partite), si stava facendo largo tra i pensieri di Conte. Con il KO di Lobotka, a Gilmour dovrebbe spettare un ruolo di ancor maggiore presenza nel cerchio di centrocampo ma, qualora dovesse comunque partire dalla panchina, il discorso generale non cambierebbe.

Come abbiamo già specificato, il minutaggio di Gilmour è stato piuttosto limitato dall’infortunio subito (443 in campionato per 11 presenze, di cui 5 da titolare) ma, nonostante questo, le sue statistiche e i dati possono dare una mano a comprendere come possa rendersi utile da qui fino a fine campionato e, più nello specifico, per la gara contro i granata. Partiamo da una certezza assoluta: Gilmour è un giocatore quasi perfetto nella gestione della palla. Finora, in Serie A, vanta una percentuale di passaggi riusciti dell’88% ed è stato anche in grado di realizzare – nonostante la poca presenza in campo – 4 passaggi chiave e una Big Chance. Si tratta quindi di un giocatore certamente pericoloso per gli avversari in termini di impostazione.

Anche l’interpretazione del ruolo, rispetto a Lobotka, è differente. Infatti, se lo slovacco è più un regista da spazi stretti e aperture orizzontali, Gilmour non solo cerca di più la soluzione verticale ma è anche più bravo a buttarsi negli spazi vuoti senza il pallone, valorizzando quindi anche la sua capacità di incursione. Oltre al gol segnato contro il Pisa, ne fanno testimonianza i 6 tiri totali nonostante una posizione di campo arretrata e soprattutto un dato inspettato per quanto concerne i dribbling: 8 riusciti su 9 tentati.

Gilmour è anche un calciatore che si fa rispettare in maniera solida in mezzo al campo: 5 i falli commessi (6 quelli subiti), 11 i palloni rubati, 27 i duelli vinti, 10 i tackle. Di conseguenza, nonostante una statura non gigantesca, un grandissimo lavoro a livello di “garra” e di baricentro lo rendono un giocatore perfetto per dare concretezza ma anche per ribaltare l’azione. Qualità che, si spera, Gilmour possa manifestare anche contro il Torino, che presumibilmente verrà a Napoli per effettuare una partita chiusa e granitica per poi colpire in ripartenza.

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