Antonio Vergara sta vivendo uno dei momenti più importanti della sua carriera. In poche settimane il centrocampista del Napoli è passato da possibile partente a protagonista della squadra, conquistando spazio e fiducia sotto la guida di Antonio Conte. Il cambio di prospettiva è arrivato nel giro di un mese. Complice l’emergenza infortuni che ha colpito la rosa azzurra, Vergara ha trovato spazio dal primo minuto e ha risposto con prestazioni convincenti e gol decisivi. “A gennaio dovevo andare via, questi erano i programmi”, ha raccontato il giocatore. Il suo destino sembrava già scritto, ma la situazione della squadra ha cambiato completamente gli scenari.
Che momento per Vergara
“Quello che è successo non era prevedibile, però mi sono fatto trovare pronto”, ha spiegato al Corriere della Sera. Il centrocampista ha sottolineato come la fiducia dell’allenatore sia stata fondamentale per cogliere l’occasione. Negli ultimi tempi il suo rendimento è cresciuto in maniera evidente. Tre gol nelle ultime quattro partite hanno trasformato Vergara in uno dei protagonisti del Napoli, contribuendo alla corsa della squadra verso la qualificazione in Champions League. Il giocatore, classe 2003, ha però un’idea molto chiara sul concetto di giovane talento nel calcio italiano. “Non chiamateci più giovani”, ha detto con decisione. Secondo Vergara, in Europa i giocatori molto giovani vengono lanciati con maggiore naturalezza. “A 17 anni tanti ragazzi giocano già in Champions League”, ha osservato, sottolineando come in Italia spesso si faccia più fatica a dare fiducia ai giovani. Il percorso personale del centrocampista non è stato semplice. A soli 17 anni aveva anche pensato di lasciare il calcio dopo due stagioni trascorse principalmente in panchina. Per un periodo aveva provato a lavorare nella concessionaria di auto del padre, ma quell’esperienza lo aveva convinto a riprovarci. La passione per il calcio lo ha riportato in campo, nonostante le difficoltà e anche un grave infortunio al crociato che lo ha tenuto fermo per otto mesi. Oggi il suo nome è tra quelli emergenti della Serie A. Vergara sogna anche la Nazionale e guarda con ambizione al futuro.
Vergara e la Nazionale
“Già essere andato a cena con Gattuso è stata una soddisfazione”, ha raccontato. Il centrocampista ha spiegato di lavorare ogni giorno per migliorarsi, consapevole della grande concorrenza. Nonostante il momento positivo, Vergara resta consapevole della precarietà del calcio. Il ritorno in squadra di giocatori importanti come Kevin De Bruyne e Frank Anguissa potrebbe ridurre nuovamente il suo spazio, ma questo non lo preoccupa. “Ogni giorno penso che quello che vivo può essere passeggero”, ha ammesso. Allo stesso tempo considera una grande opportunità allenarsi con compagni di quel livello. Su De Bruyne ha parole di grande stima: “Vede cose che noi non vediamo”, ha spiegato, riconoscendo la qualità e la visione di gioco del centrocampista belga. Anche Anguissa rappresenta per lui un modello. Vergara ha sottolineato soprattutto il carattere e l’aggressività con cui il camerunese affronta ogni partita, qualità che considera fondamentali nel calcio ad alto livello. Tra i momenti più emozionanti della sua stagione c’è stato il gol segnato contro il Chelsea al Maradona in Champions League. Un momento carico di emozione, anche se la squadra non è riuscita a proseguire nel torneo. “Ci ho pianto, ma avrei preferito non segnare e restare in corsa”, ha confessato, ribadendo come per lui il risultato della squadra venga sempre prima della gloria personale.
Vergara-Conte: un rapporto speciale
Un principio che riflette anche la filosofia di Antonio Conte. L’allenatore ha trasmesso alla squadra l’importanza dei dettagli e della mentalità vincente. “Conte dice che ogni cosa ha il suo tempo e che nessuno ti regala nulla”, ha spiegato Vergara, sottolineando quanto il tecnico curi ogni aspetto del lavoro quotidiano. Il Napoli continua a lottare per un posto in Champions League. Nonostante una stagione segnata da numerosi infortuni, la squadra è riuscita a restare competitiva, dimostrando grande forza mentale. “Siamo forti di testa, altrimenti con una stagione così non saremmo ancora lì”, ha concluso il centrocampista, convinto che il gruppo abbia le qualità per raggiungere l’obiettivo finale.


