Napoli-Lecce, l’anteprima del match: analisi tattica, statistiche e “spoiler”

Napoli-Lecce, l'anteprima del match: analisi tattica e temi con tutti gli spoiler potenziali sul match del Maradona

Prosegue la marcia di avvicinamento a Napoli-Lecce, il prossimo match di campionato per gli azzurri di Antonio Conte. Dopo le 2 vittorie consecutive ottenute contro Verona e Torino, la squadra partenopea cerca un tris di risultati che darebbe maggiori certezze sia in termini di continuità che per blindare il piazzamento in Champions League. Chiaramente, Di Francesco non verrà a Napoli a fare da sparring partner: il suo Lecce si è appena tirato fuori dalla zona retrocessione ma, a distanza di pochissimi punti, le inseguitrici per la salvezza sono ancora lì. E abbassare la guardia potrebbe avere conseguenze catastrofiche, in termini sportivi, per i pugliesi.

La tipologia di gara che ci si può attendere può essere legata a vari fattori e, come sempre, i dati, l’analisi e le statistiche possono aiutarci a tracciare alcune linee guida per ciò che dovrebbe essere la gara del prossimo sabato.

Napoli-Lecce, l’analisi tattica e gli spoiler del match

Uno degli elementi più importanti da sottolineare fin da subito riguarda le difficoltà del Lecce di andare al gol e della costruzione nella fase offensiva. Nonostante le 2 reti vincenti realizzate contro la Cremonese, infatti, i salentini vantano – insieme a Pisa e Parma – il peggior attacco di questa Serie A, con appena 20 segnature e 25,14 di xG. I salentini sono anche al penultimo posto per media tiri a partita (9,8) e precisione di passaggi (75,5%), oltre che al terz’ultimo per percentuale media di possesso palla (42,3). Inoltre, il Lecce ha un dato negativo anche per dribbling falliti (2° posto in Serie A insieme al Milan, con 10,8 in media). Di contro, però, abbiamo visto bene quante e quali difficoltà il Napoli stia incontrando nel reparto difensivo nelle ultime settimane (il clean sheet manca da quasi 2 mesi) e, in maniera conseguente, persino questi numeri non possono far stare al sicuro la squadra azzurra.

Come molte altre squadre, in termini di duelli aerei il Lecce è superiore al Napoli (17,3 in media, 4° posto complessivo). Ma i dati che sorprendono riguardano la fase difensiva. Innanzitutto, i tiri concessi agli avversari: soltanto 13 a partita in media. Il Lecce peraltro è la 2^ squadra della Serie A per contrasti effettuati (18,1 di media) ed è una compagine più fallosa di quella azzurra (12,7 contro 11,9). I salentini vantano anche un dato leggermente superiore ai partenopei rispetto ai passaggi intercettati (6,6 mentre il Napoli è a 6,4), mentre la differenza davvero netta sta nei passaggi respinti, con la squadra allenata da Di Francesco al 2° posto generale (7,7) e quella di Conte addirittura ultima (5,3). Il Lecce quindi è una squadra che attacca male ma non difende poi malissimo, se riesce a chiudersi ermeticamente. D’altronde, già nella scorsa annata, contro Di Francesco – allenatore del Venezia – Conte aveva raccolto 4 punti e segnato appena 1 gol in 2 partite.

D’altro canto, con la sua qualità, il Napoli cercherà evidentemente in ogni maniera possibile di forzare le resistenze dei salentini. Gli azzurri vantano uno dei dati migliori per i tiri nell’area piccola (media di 1,4) e sappiamo bene quanto possano risultare letali nelle azioni manovrate (2° posto per gol realizzati in tal maniera, 28). Va anche sottolineato come il Napoli sia al 4° posto – insieme alla Lazio – per passaggi filtranti (0,5 a partita) e che, quindi, anche questa possa risultare una soluzione interessante, visto pure il recupero di giocatori più tecnici come De Bruyne, Anguissa, Gilmour o McTominay.

Una curiosità tattica, per chiudere: Napoli e Lecce sono rispettivamente  al 3° e al 1° posto in campionato per attacchi sul lato destro del campo in percentuale (40 e 43%). Di conseguenza, ci si aspetta che entrambe le fasce destre delle due squadre possano risultare coinvolti nei destini del match.

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