The day after Napoli-Lecce 2-1: stavolta non con il cuore ma (finalmente) con la qualità

The day after Napoli-Lecce 2-1: l'analisi del giorno dopo. Il resoconto del match del Maradona tra partenopei e pugliesi

Un copione già visto, quello di Napoli-Lecce: prima un Napoli bruttissimo, trafitto giustamente dagli avversari (e dalla sua inadeguatezza). Poi, la rimonta vincente, stavolta non solo con cuore e grinta ma anche con quella qualità apertamente richiesta e desiderata, arrivata alla fine di un’emergenza tecnica che sembrava interminabile.

Napoli-Lecce 2-1: l’analisi del giorno dopo

Il primo tempo contro i salentini è probabilmente il peggiore in assoluto di tutta la stagione del Napoli. Gli azzurri hanno mostrato tutti i deficit tattici, di approccio e mentali che li hanno perseguitati per gran parte della stagione. In questo caso, oltre che un tempo intero (come spesso è capitato), il Napoli ha “regalato” anche il gol e ha sofferto mostruosamente contro un Lecce indiavolato. I pugliesi sono venuti a giocare al Maradona con sfrontatezza e precisione, facendo la partita e dominando letteralmente la prima frazione di gioco. Il Napoli è sembrato correre molto meno degli avversari: ha perso tutti i duelli individuali, andando in difficoltà con le chiusure ermetiche della squadra di Di Francesco, al contempo bravissima a stare uomo su uomo con grinta e precisione maniacali. Soprattutto, i partenopei hanno giocato per larghissima parte del tempo non solo con enorme frustrazione ma anche con la paura addosso. Emblema di questo, un Anguissa praticamente irriconoscibile, clamorosamente indietro sia in termini di ritmo partita che di garra e accuratezza tecnica. Di Francesco ha colpito Conte con le sue stesse armi: un inizio a 1000 km/h, un pressing altissimo e una pazzesca intensità nella fase nevralgica del campo. Una conseguenza ovvia, il fatto che il Napoli sia andato in difficoltà praticamente sotto tutti gli aspetti, non tirando mai nemmeno in porta e certificando una prima parte di gara a tratti sconcertante per interpretazione e mancanza di reazione.

Chiaramente, nella seconda frazione una reazione da parte dei Campioni d’Italia era d’obbligo, considerando anche il fatto che sarebbe stato molto difficile per il Lecce mantenere gli stessi ritmi altissimi del primo tempo. Il Napoli aveva maledettamente bisogno di qualità e gli ingressi in campo di McTominay e De Bruyne al nascere della seconda parte di gara hanno sortito l’effetto immediato di risvegliare gli azzurri dal torpore. Aver trovato subito il gol del pareggio ha messo la squadra nella condizione di giocare con più serenità e senza troppe forzature. Alla fine, anche grazie a un ritrovato Politano (oggi in stato di grazia), il Napoli l’ha portata a casa senza spettacolo ma mostrandosi, per l’ennesima volta, come una moneta con due facce completamente diverse: la prima, decisamente troppo brutta per essere quella vera; la seconda, invece, resa molto più performante e aggraziata dalla qualità degli interpreti che più sono mancati in quest’annata, suffragati poi dalla verticalità espressa da un Gilmour notevole in occasione di alcuni passaggi profondi (tra cui quello che porta all’1-1). Un Napoli imperfetto che, però, contiene al minimo un Lecce completamente trasformato in negativo nel secondo tempo, forse abbassatosi in maniera fin troppo repentina o che potrebbe aver pagato l’enorme sforzo atletico dei primi 45′.

Sono 3 vittorie consecutive per il Napoli, quasi una rarità in questa stagione strana e poco fortunata. La squadra pare aver ritrovato una certa continuità e ora è lì, a mettere pressione a Milan e Inter. Senza crederci troppo, senza metterci veramente il pensiero. Ma meglio stare attaccati: nel calcio, socraticamente parlando, si sa di non sapere. Certo è che, per l’ennesima volta, momenti del genere non fanno che aumentare i rimpianti di ciò che poteva essere e non sarà.

Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

L'uomo chiave di Cagliari-Napoli: gli azzurri hanno bisogno di Scott McTominay e delle qualità che...
Il difensore olandese a 2 giorni della sfida dell’Unipol Domus ha parlato: focus su palle...
Quel giorno al Sant'Elia la squadra allenata da Allegri sconfisse quella di Donadoni 2-0 con...

Altre notizie