Il futuro di Antonio Conte sulla panchina del Napoli potrebbe andare oltre il ciclo biennale inizialmente immaginato. Dopo le dichiarazioni rilasciate prima e dopo la partita contro il Lecce, prende sempre più forma la possibilità di proseguire insieme fino alla terza stagione, come previsto dal contratto firmato con Aurelio De Laurentiis nel giugno 2024.
Solo un anno fa sembrava difficile ipotizzare un secondo anno alla guida degli azzurri, mentre oggi il discorso appare diverso. L’idea di un progetto triennale non è più così lontana, anche se la decisione definitiva arriverà dopo un confronto tra allenatore e società.
Nella carriera di Conte la continuità non è mai stata scontata. In vent’anni di panchine il tecnico ha superato la seconda stagione solo con la Juventus, tra il 2011 e il 2014, conquistando tre scudetti consecutivi prima di lasciare il club alla vigilia del quarto anno.
Negli altri incarichi, invece, i cicli sono stati più brevi: due anni con la Nazionale italiana, il Chelsea e l’Inter, quasi due con il Tottenham, mentre con il Napoli per ora si parla di un percorso biennale.
Come sottolinea il Corriere dello Sport, è diverso l’approccio del presidente Aurelio De Laurentiis, che ha sempre puntato sulla continuità tecnica. Nel suo ventennio alla guida del club non è mai stato un presidente incline a cambiare allenatori con frequenza, fatta eccezione per la complicata stagione successiva allo scudetto del 2023, quando si alternarono Garcia, Mazzarri e Calzona, con l’addio finale anche del direttore sportivo Meluso.
Nel corso degli anni il Napoli ha comunque affidato la panchina a tecnici di grande livello come Benitez, Sarri, Ancelotti e Spalletti, oltre allo stesso Conte. Tra questi solo Maurizio Sarri è riuscito a restare tre stagioni consecutive, un traguardo che Conte potrebbe ora eguagliare.
Nel frattempo la squadra continua la propria corsa verso l’obiettivo stagionale. Il Napoli è terzo in classifica e si prepara alla trasferta contro il Cagliari, con uno scontro diretto importante in programma il 6 aprile al Maradona contro il Milan.
Dopo le vittorie contro Verona, Torino e Lecce, gli azzurri hanno rafforzato la propria posizione nella corsa alla Champions League. Il vantaggio sulle inseguitrici è significativo: otto punti sulla Roma, sei sulla Juventus e cinque sul Como.
La qualificazione alla Champions rappresenta un passaggio fondamentale per la programmazione futura. Il Napoli, infatti, continua a basare il proprio modello economico su un sistema di autofinanziamento, senza il supporto di fondi o proprietà internazionali. Per questo gli introiti europei sono considerati essenziali per mantenere competitiva la squadra.
Una volta raggiunto matematicamente l’obiettivo Champions, è previsto un incontro tra De Laurentiis, Conte e il direttore sportivo Giovanni Manna per fare il punto sul progetto tecnico e sul mercato.
Il club starebbe già lavorando a una nuova strategia per la prossima stagione: ringiovanire la rosa e puntare su acquisti mirati. Attualmente il Napoli ha una delle squadre più esperte della Serie A, con un’età media di circa 28 anni tra i giocatori impiegati.
Tra gli elementi più giovani figurano Gilmour e Gutierrez (24 anni), Hojlund, Alisson e Vergara (23), e Giovane (22). L’idea della società è quindi quella di inserire nuovi profili giovani senza perdere la solidità dell’attuale gruppo.
Restano però alcune situazioni da valutare. Tra i giocatori più esperti ci sono Lukaku, che compirà 33 anni a maggio, e Juan Jesus, che ne farà 35 a giugno. Attenzione anche alla posizione di Anguissa, in scadenza nel 2027, e al futuro di Lucca e Lang, acquistati in estate per circa 70 milioni complessivi ma poi ceduti in prestito a gennaio per scelta tecnica.
Sul fronte mercato, invece, la dirigenza ha già individuato alcune priorità: un terzino destro, un centrocampista centrale e un esterno offensivo, con la possibile aggiunta di un difensore a seconda delle eventuali uscite.
Tutti temi che saranno affrontati nel confronto tra società e allenatore. Da quell’incontro dipenderà anche la conferma della sintonia tra le parti e la possibilità di avviare un vero ciclo triennale con Conte alla guida del Napoli.


