Napoli: Drive & Talk con Giovanni Simeone – VIDEO

"Ho un app dove ci sono tutti i dati e le statistiche del calcio, in settimana mi metto a guardare la squadra avversaria che affrontiamo"

Simeone
Simeone

Protagonista del format “Drive & TalkGiovanni Simeone ha rivelato, ai microfoni ufficiali del club,  alcuni aneddoti interessanti riguardanti la sua persona, ma anche la sua vita privata. Vi riportiamo di seguito un estratto delle sue parole.

IL MATE. “All’inizio, come tutto, quando se piccolo e te lo fanno assaggiare, non ti piace perché amaro. E’ una bevanda molto diffusa nel Sud America; è tipico dell’Uruguay, lì si beve molto di più. Tante persone ci mettono la menta, lo zucchero, ognuno lo fa come si sente e gli piace. E’ un modo per stare insieme con la famiglia e gli amici, diciamo che è un momento di condivisione. E’ un po’ per voi quando dite ‘Andiamoci a prendere un caffè’ “.

GLI HOBBY. “Il nerd è una persona curiosa, io sono molto curioso, mi piace un po’ tutto. A differenza di mio padre che rimane in silenzio se a tavola non si parla di calcio, con me invece si può parlare di tutto tipo cinema, videogiochi con i bambini. L’altro giorno c’era il figlio di Mario Rui che stava giocando al Game Boy e gli ho insegnato un paio di trucchi ad un gioco; è rimasto molto contento. Mi piace parlare di tutto, dei Pokemon, di One Piece. Mi piace tantissimo il mare, sto studiando per prendere la patente nautica“.

L’ORIENTE ATTIRA. “Quest’anno vorrei andare in Giappone, mi piace fare meditazione e sapere le culture degli altri paesi. Due anni fa sono stato in India, ho visto l’induismo pur non avendolo studiato mi sono interessato tantissimo. Ho visto i musei e tantissimi templi.  So tutto sull’induismo, ci sono tre dei importantissimi. Se mi piace quello che vedo, mi interesso ed approfondisco. Sono molto interessato sulle energie, sulle meditazioni, su tutte le cose spirituali. La mia libreria è piena di queste cose“.

LO STUDIO. “Ho un app dove ci sono tutti i dati e le statistiche del calcio, in settimana mi metto a guardare la squadra avversaria che affrontiamo. Quando guardo mi viene in mente uno spazio che c’è oppure una giocata da fare e me lo segno. Prima della gara, sul mio taccuino mi segno tutte le cose che ho avuto in mente nella settimana. Mi piace essere un piccolo allenatore di me stesso. Per esempio un attaccante deve studiare molto bene il portiere, ci sono pochi attaccanti che lo fanno. Devi sapere le sue posizioni e come si prepara al tiro. Non tutti si comportano alla stessa maniera, ci sono portieri che restano fermi oppure fanno un salto o mettono le braccia dietro. Lo scorso anno in NapoliRoma, quando faccio gol, quel gesto me l’ero segnato. Avevo detto: se devo tirare da lontano è meglio tirare basso, se sono vicino all’area devo tirare alto. L’ho pensato e mi è riuscito, sembra una cosa stupida ma mi ha aiutato tantissimo“.

LA PASSIONE. “La mia curiosità è sempre stata grande. Da piccolo non immaginavo mai di essere in un posto come Napoli e vincere lo Scudetto, non avevo la qualità che forse oggi ho acquisito negli anni. Ho sempre voluto di più, questa curiosità facendo anche autocritica, mi ha spinto oltre. Riconosco i miei limiti, vado avanti in base a quello he ho. So che qualitativamente i miei compagni sono più forti, però la testa vale di più. Se vedo qualcuno che si abbatte, vedo che è il mio momento e devo colpire. E’ una cosa più mentale“.

L’ANEDDOTO. “A Firenze, 5 anni fa, scrivevo su di me, una sorta di diario dove scaricavo le mie emozioni e i miei momenti belli e brutti. Con Giulia ho chiuso il capitolo, ho finito di scrivere quando mi sono sposato. E’ bello perché ho scritto tutti i miei momenti di quando ero ragazzo ed ero solo e non stavo bene. Quando ho trovato la persona giusta ho capito che stavo bene e non ho scritto più. Ogni tanto vado a rileggere quel diario, un giorno da grande andrò a rileggere tutto quello che ho scritto”.

IL RITUALE. “Prima di ogni gara ho i miei riti. Mi guardo devi video motivazionali di Rocky Balboa. C’è un suo monologo nel quinto film quando dice al figlio che la vita è dura, devi resistere ai colpi e andare sempre avanti, lo guardo spesso”.

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