Dopo mesi segnati da decisioni discutibili e interferenze costanti nella gestione sportiva, Aurelio De Laurentiis sembra aver scelto di fare un passo indietro. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, il presidente del Napoli avrebbe deciso di affidare piena fiducia ad Antonio Conte e Giovanni Manna, rinunciando al suo ruolo “onnipresente” che aveva caratterizzato le ultime stagioni.
“Carta bianca a Conte, qualche pizzicotto sulla pancia dinnanzi a frustate in tv”: con questa immagine ironica ma efficace, la Gazzetta descrive la nuova strategia di De Laurentiis, che sembra ora più consapevole degli errori commessi nel recente passato e deciso a non ripeterli. Il riferimento è a una stagione turbolenta in cui, dopo lo scudetto, il Napoli ha vissuto una fase di autogestione presidenziale, culminata nelle scelte di Garcia e Mazzarri in panchina, e nella gestione discutibile di casi come quelli legati a Osimhen e Zielinski.
L’estate dei 150 milioni e la scossa mancata di gennaio
La svolta arriva dopo una serie di errori riconosciuti dallo stesso patron, a cominciare da un’estate in cui De Laurentiis ha speso 150 milioni, ma senza l’effetto desiderato sul campo. A gennaio, poi, ha scelto di monetizzare dalla cessione di Kvaratskhelia al PSG, incassando 75 milioni ma lasciando la squadra priva di una delle sue stelle più luminose. Una mossa che ha suscitato perplessità e alimentato la tensione interna, aggiungendo un altro tassello a un mosaico già fragile.
Da Los Angeles alla cabina di regia partenopea
La Gazzetta racconta anche del ruolo decisionale mantenuto a distanza da De Laurentiis, tra notti insonni a Los Angeles e riflessioni solitarie, condotte con nove ore di fuso orario. Da lì avrebbe scelto, forse spinto anche dalle critiche, di cedere finalmente il timone tecnico. La nomina di Antonio Conte e Giovanni Manna è stata quindi non solo una scelta tecnica, ma una rinuncia consapevole alla gestione diretta, un modo per provare a salvare un progetto in crisi.
Ottimismo ritrovato, ma senza proclami
Il nuovo corso non si annuncia con proclami, ma con fiducia e ottimismo misurato, elementi che De Laurentiis ha lasciato trasparire, pur mantenendosi dietro le quinte. Una posizione che – se mantenuta – potrebbe segnare una svolta culturale nella governance del club, riportando equilibrio tra presidenza e area tecnica, e restituendo stabilità all’ambiente.



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