Con Romelu Lukaku fuori dai giochi per almeno tre mesi, il Napoli si interroga su come colmare un vuoto pesante in attacco. Nel dibattito sui possibili sostituti del centravanti belga è intervenuto anche Beppe Bergomi, ex bandiera dell’Inter e oggi voce tecnica di Sky Sport, durante una puntata di Calciomercato l’Originale.
“Vlahovic, Hojlund o Dovbyk? Sono tre attaccanti molto diversi, ma io avrei preferito una soluzione italiana temporanea, in attesa del rientro di Lukaku. E vi dico: mi piace molto Roberto Piccoli”, ha dichiarato Bergomi, indicando l’attuale attaccante classe 2001, cresciuto nel vivaio dell’Atalanta, come profilo sottovalutato ma in forte crescita.
Nel dettaglio, l’ex difensore ha evidenziato le differenze tra i nomi in circolazione: “Hojlund è perfetto per attaccare la profondità, ma Lukaku viene utilizzato in modo diverso: fa da sponda, permette alla squadra di salire, agevola gli inserimenti dei centrocampisti. In questo senso, Hojlund rappresenta un’alternativa più dinamica che strutturata.”
Su Dovbyk, Bergomi esprime perplessità: “È ancora un po’ tenero per il nostro campionato, spesso viene anticipato con troppa facilità. Ha faticato nel suo primo anno in Serie A, e questo pesa quando si cerca un sostituto immediato e affidabile per una squadra ambiziosa come il Napoli.”
Più convincente invece il giudizio su Vlahovic, al centro di diverse voci di mercato in questi giorni: “È un’opzione che m’intriga parecchio”, ammette Bergomi, riconoscendone le qualità tecniche e il potenziale impatto nell’immediato. Il serbo, già protagonista con la maglia della Juventus, conosce bene il campionato italiano e ha le caratteristiche fisiche per interpretare il ruolo di prima punta nel sistema di gioco del Napoli.
Infine, l’ex nerazzurro ha sottolineato come Piccoli rappresenti un’opportunità a basso costo ma ad alto rendimento potenziale. “È cresciuto tanto nell’ultimo anno e per me è un giocatore che può dire la sua anche in un grande club,” ha spiegato, rilanciando l’idea di una scelta tricolore, soprattutto in un momento in cui il Napoli cerca di tamponare l’emergenza senza rivoluzionare il reparto offensivo.


