Francesco Calzona ha vissuto una delle serate più significative della sua carriera da allenatore. Il 2-0 inflitto alla Germania in Slovacchia, dopo il successo con il Lussemburgo, ha acceso l’entusiasmo attorno alla nazionale slovacca e rilanciato le sue ambizioni mondiali. «È stato un giorno indimenticabile – ha dichiarato il Ct alla Gazzetta dello Sport –. Eravamo in emergenza, ma il lavoro paga. Sei punti in due partite ci fanno sognare, anche se la qualificazione sarà una sfida difficile».
Rinnovo automatico in caso di Mondiale
Il contratto di Calzona con la federazione slovacca scadrà a dicembre, ma prevede un rinnovo automatico in caso di qualificazione al prossimo Mondiale. Una proposta di prolungamento anticipato è già arrivata, ma il tecnico ha scelto di prendersi del tempo. «La Federazione mi ha offerto il rinnovo, ma ho preferito aspettare – ha spiegato –. La Slovacchia mi ha dato un’opportunità enorme e vogliamo conquistarci questo traguardo sul campo».
Il calcio secondo Calzona
Ha fatto il giro del web un’azione corale della Slovacchia, costruita con nove passaggi consecutivi dal portiere all’attaccante: una manovra studiata e replicata con precisione. «L’avevamo provata, ed è stata eseguita alla perfezione». È un calcio pensato, corale, che riflette il modello tattico del tecnico. Nel suo percorso, Calzona si sta rivelando un allenatore capace di coniugare pragmatismo e organizzazione con idee moderne.
E non manca un riferimento affettuoso a Marek Hamsik, fresco di patentino Uefa Pro: «Marek è speciale per me», ha detto Calzona con un sorriso, ricordando i tempi condivisi a Napoli.
Lo sguardo verso la Serie A
Calzona non perde mai di vista il calcio italiano. Segue la Serie A con attenzione e offre una lettura chiara delle forze in campo: «Napoli e Inter sono davanti a tutti. Conte ha fatto il miglior mercato, e De Laurentiis ha rafforzato l’organico. L’Inter resta fortissima, ma l’età di alcuni calciatori inizia a pesare». Il tecnico non dimentica le outsider: «La Roma di Gasperini e la Fiorentina sono molto interessanti, il Milan costruito da Tare con Allegri può competere. La Juve, invece, è ancora da verificare».
L’amore per i grandi campioni
Non poteva mancare una riflessione sui campioni che lo ispirano. «Sono innamorato di De Bruyne, l’ho votato per il Pallone d’Oro. Modric è un fenomeno senza età, ancora capace di dettare il ritmo a livelli altissimi». E parlando del suo passato in azzurro, ha ricordato: «Arrivai a Napoli in un momento complicato, ma sarò sempre grato a De Laurentiis. Nonostante gli errori, quella squadra aveva qualità. Oggi, con Conte, sono state create le basi per un ciclo vincente».
Un possibile ritorno in Italia
Quanto al futuro, Calzona non esclude un ritorno nel calcio italiano: «Sarei bugiardo se dicessi che non mi piacerebbe tornare in Italia, ma ora penso solo alla Slovacchia». Il tecnico sottolinea la crescita del calcio europeo: «Il livello si è alzato ovunque, anche in Serie A le squadre di medio livello cercano di proporre gioco. Io, intanto, mi godo questi sei punti conquistati con sacrificio e intensità».


