Gianluigi Buffon li ha avuti entrambi. Li ha vissuti in campo, in spogliatoio e sul podio dei vincitori. Antonio Conte e Massimiliano Allegri, i due protagonisti in panchina di Milan-Napoli, sono una parte fondamentale della sua carriera, e lui stesso – oggi ds della Nazionale – li definisce senza esitazione “maestri nella gestione del gruppo”.
“Conte è feroce e meticoloso, Allegri è astuto e coraggioso – spiega Buffon in un’intervista a La Gazzetta dello Sport –. Hanno approcci e metodologie molto diverse, ma entrambi sono vincenti e hanno una straordinaria capacità di creare squadre solide e compatte. Il loro segreto è nella testa: sanno entrare nel gruppo e tenerlo unito, con idee chiare e tempismo perfetto nelle scelte”.
Con Conte, Buffon ha aperto il ciclo dei nove scudetti consecutivi alla Juventus, mentre con Allegri ha raggiunto due finali di Champions e proseguito la striscia vincente in Italia. “Conte ha ridato mentalità a una squadra che veniva da due settimi posti. Era l’anima dello spogliatoio anche da giocatore, ma da allenatore trasmetteva una determinazione feroce. Ricordo una delle sue prime frasi: ‘Se non ho una risposta per le vostre domande, significa che vi sto prendendo in giro. E non lo farò mai’. Questo dice tutto su di lui”.
E su Allegri? “Max è stato bravissimo a inserirsi in un contesto già vincente senza sconvolgerlo. Ci ha dato quella leggerezza mentale che a volte serviva. Il primo anno in Champions, prima di una partita tesa, ci disse: ‘State tranquilli, vinciamo 2-0’. Finì così. Era una liberazione”.
Il loro comun denominatore? L’equilibrio: “Entrambi partono da un presupposto: una squadra deve essere solida e lavorare bene senza palla. Milan e Napoli oggi sono così: organizzati, compatti, anche se ultimamente hanno concesso qualcosa. Ma domenica, ne sono certo, prevarrà l’equilibrio. Sarà una partita tirata, con pochi gol ma piena di contenuti tecnici e tattici”.
Il parere su Modric e De Bruyne
“Modric è un campione vero, e sta dimostrando che si può giocare ad alti livelli anche a 40 anni. L’ho fatto anch’io, e capisco cosa voglia dire cambiare campionato a quell’età per trovare nuovi stimoli. Con una sola partita a settimana, può fare una stagione importante. De Bruyne? Altro fuoriclasse. Insieme a Modric sono due menti illuminate del calcio europeo”.


