“De Bruyne? Se gioca male, non possiamo dire che è bravo”. Con questa frase netta, Pierpaolo Marino, ex dirigente sportivo del Napoli, ha espresso la sua posizione sull’inizio di stagione del fuoriclasse belga, ospite della trasmissione “Salite sulla giostra” in onda su Stile TV. Un’analisi schietta, la sua, in cui ha riconosciuto la caratura internazionale del giocatore, ma non ha esitato a criticarne l’impatto iniziale sulla squadra di Conte.
“Grande carriera, ma prestazioni sottotono”
Marino ha sottolineato con chiarezza che le aspettative su De Bruyne erano – e restano – altissime, anche in virtù del suo status e del suo ingaggio. Tuttavia, secondo l’ex dirigente, nelle prime partite – fatta eccezione per le gare contro Sporting Lisbona e Genoa – il centrocampista non ha offerto prestazioni all’altezza del suo nome: “È un giocatore importante, nessuno lo nega. Ma chi guarda le partite deve dire quello che vede: De Bruyne non ha risposto alle attese iniziali, e anzi ha turbato il funzionamento di un centrocampo che l’anno scorso aveva portato lo scudetto”.
Marino ha evidenziato come l’arrivo del belga abbia imposto a Conte una ristrutturazione profonda della mediana, con modifiche sostanziali a livello tattico.
“Conte ha dovuto cambiare tutto per inserirlo”
L’ingresso di De Bruyne ha segnato un passaggio da un centrocampo a tre a un modulo con quattro centrocampisti centrali e nessun esterno sinistro puro, secondo quanto riferito da Marino. Il tutto per rendere possibile la coesistenza tra De Bruyne e gli altri interpreti della mediana: “Conte ha dovuto mettersi con lavagna e computer per capire come rimodellare il Napoli. Le rotazioni sono diventate fondamentali per far convivere i quattro centrocampisti, che ora si scambiano ruoli e posizioni in corsa. Tutto questo è stato fatto per inserire De Bruyne. Ma se poi non rende, allora il rischio è di aver destabilizzato qualcosa che funzionava”.
“Con Genoa e Sporting ha inciso, ma serve continuità”
Nelle ultime due uscite, però, qualcosa è cambiato. Marino riconosce che il subentro contro il Genoa, assieme a Spinazzola, ha inciso notevolmente sulla vittoria finale: “È entrato bene, ha dato assist e giocate importanti. Ma ora deve continuare su questa strada, e anzi fare di più. È ancora integro? Pensiamo di sì, ma l’età comincia a contare”.
E ha aggiunto: “Viene da una stagione complicata al Manchester City, dove ha avuto anche dissapori con Guardiola. Deve entrare in condizione, e se lo farà, potrà essere decisivo”.
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