Il Napoli condivide il primo posto in classifica, ma il dato sui gol incassati evidenzia una fragilità che Conte sta cercando di correggere. Dopo otto partite stagionali tra campionato e Champions League, la squadra partenopea ha subito nove reti, distribuite in maniera irregolare e spesso condizionate da emergenze difensive. Numeri che preoccupano il tecnico, soprattutto se confrontati con la solidità mostrata nella scorsa stagione, quando il Napoli concluse con la miglior difesa tra i top cinque campionati europei.
Nonostante i risultati positivi – cinque vittorie su sei in Serie A e una crescita evidente nella fase offensiva – la tenuta difensiva non è ancora all’altezza degli standard richiesti da Conte. Basti pensare che il Napoli ha registrato solo due clean sheet, entrambi ad agosto: contro il Sassuolo alla prima giornata e contro il Cagliari. Da allora, la porta è rimasta sempre violata, con gol subiti anche da squadre di bassa classifica come Pisa e Genoa.
I numeri della difesa
Sei le reti incassate in campionato, due delle quali contro il Milan e due contro il Pisa. A queste si aggiungono tre gol in Champions, due nel ko contro il Manchester City (giocato in inferiorità numerica) e uno in casa contro lo Sporting Lisbona. La settima difesa della Serie A, un’anomalia per una squadra costruita per competere ai vertici. Come riporta il Corriere dello Sport, la distribuzione dei gol subiti suggerisce mancanza di concentrazione in momenti specifici della gara: disattenzioni iniziali come contro il Milan, o cali nei minuti finali come accaduto con la Fiorentina e il Pisa. Una difficoltà che va oltre i singoli e coinvolge l’intera fase di non possesso, spesso interpretata con meno compattezza del necessario.
Le cause: emergenze e turnover
Uno dei fattori che ha inciso è certamente la continua emergenza nel reparto arretrato. Conte non ha mai potuto schierare la sua linea titolare per intero. L’unica volta in cui ci è andato vicino è stata contro il Cagliari, quando ha avuto nove difensori su dieci a disposizione. Solo per 27 minuti, dopo l’ingresso di Buongiorno, ha potuto schierare il quartetto ideale: Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno e Spinazzola. Non a caso, quella gara si concluse con porta inviolata e vittoria per 1-0.
L’assenza di Rrahmani, infortunatosi con la nazionale kosovara, ha avuto un impatto evidente: il centrale non scende in campo da settembre e sarà assente anche contro Torino e PSV. A San Siro, nella sfida con il Milan, Conte fu costretto a improvvisare, schierando una difesa con due esordienti assoluti: Marianucci e Gutierrez, affiancati da Di Lorenzo e Juan Jesus.
Anche la rotazione tra i portieri, utilizzati a turno per quattro gare ciascuno, non ha influito negativamente, come dimostrano i dati sugli expected goals contro (xG): 6,36, molto vicini ai gol effettivamente incassati. Segnale che il problema non risiede nel rendimento dei singoli estremi difensori, ma nella struttura complessiva della fase difensiva.
Il ritorno di Buongiorno e il prossimo obiettivo
C’è però una notizia positiva: contro il Torino è atteso il ritorno di Buongiorno tra i convocati. Una presenza che potrebbe dare maggiore stabilità a una retroguardia in continua emergenza. Lo stesso Conte ha sottolineato la necessità di recuperare “quella sana paura di subire gol”, quella che porta una squadra a correre all’indietro e a non perdere la compattezza anche nei momenti di controllo della gara. Intanto, i numeri dell’attacco sorridono: con 12 reti segnate in Serie A, il Napoli vanta il secondo miglior reparto offensivo del torneo, dietro solo all’Inter. La fase realizzativa è in crescita, anche grazie agli innesti estivi e a un sistema che ha già assimilato i dettami offensivi di Conte. Ora però serve ritrovare equilibrio. Il clean sheet manca dal 2 settembre e il prossimo traguardo è proprio quello: riportare a zero il conto dei gol subiti, a partire dalla trasferta di Torino, che segnerà anche la fine di una striscia di 49 giorni senza porte inviolate.


