Napoli, mal di piccole: dieci punti persi che pesano sulla corsa scudetto

Tra pari e sconfitte contro squadre di bassa classifica, gli azzurri hanno già lasciato per strada dieci punti. Un bilancio amaro per Conte.

 Dieci punti svaniti, che oggi rappresentano più di un semplice rammarico. Per il Napoli, la rincorsa alla vetta si è complicata non tanto negli scontri diretti, ma nelle cosiddette “partite trappola”, quelle contro formazioni di fascia medio-bassa, che sulla carta dovevano essere gestibili. E invece, sono diventate il vero ostacolo nel cammino azzurro verso il titolo.

Il recente pareggio al Maradona contro il Parma ha allungato l’elenco delle occasioni mancate. Prima ancora c’erano stati i pareggi con il Verona e la sconfitta interna con l’Udinese, oltre allo stop di ottobre contro il Torino. In totale: dieci punti lasciati per strada contro squadre della parte destra della classifica, che oggi segnano un distacco importante dalla capolista Inter, salita a +6.

Napoli, contro le piccole sono dolori

Contro il Parma, il Napoli ha faticato a trovare spazi e ritmo, vedendosi annullare anche un gol a Scott per fuorigioco, come già accaduto con Hojlund e McTominay nella gara precedente contro l’Hellas. Se nel match contro il Verona gli ospiti avevano mostrato coraggio, segnando due reti nel primo tempo, i ducali hanno scelto una strategia difensiva rigorosa, con Cuesta a blindare la retroguardia e l’esordiente Rinaldi protagonista tra i pali. Il risultato: 0-0 e altri due punti persi davanti al proprio pubblico.

Conte aveva già messo in conto un mese complicato. Il presidente De Laurentiis, dopo la vittoria in Supercoppa a Riyadh, aveva parlato apertamente di “partite trappola”, riferendosi in particolare alla sfida con la Cremonese (poi vinta). Ma le vere insidie si sono materializzate proprio tra le mura amiche. In un ciclo di otto partite in ventiquattro giorni, senza rotazioni adeguate e con diversi infortuni, la lucidità è venuta meno proprio nei momenti decisivi.

La cronaca recente racconta anche di due ko pesanti in trasferta. Il 18 ottobre a Torino, sconfitta per 1-0 con gol dell’ex Cholito Simeone (e una rete annullata a Lang). Il 14 dicembre a Udine, altro 1-0 deciso da una prodezza di Ekkelenkamp, già a segno al Maradona nella scorsa stagione. In totale: sei punti persi fuori casa, quattro al Maradona.

Queste battute d’arresto hanno un peso specifico elevato, soprattutto per una squadra con ambizioni di scudetto. Il Napoli, adesso, non ha più margini d’errore: i “bonus” sono finiti e ogni passo falso rischia di essere determinante. Il campionato è ancora lungo — mancano 18 giornate — ma servirà un’inversione netta di marcia, soprattutto contro le “piccole”, se si vuole restare agganciati alla corsa al titolo.

Sabato, contro il Sassuolo, sarà un altro test cruciale. Tornare a vincere e recuperare convinzione diventa prioritario, anche in vista della trasferta europea di Copenaghen e dello scontro diretto con la Juventus.

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Celsippo
Celsippo
2 mesi fa

il Napoli ha problemi seri con le squadre catenacciare, cioè quelle che non giocano a calcio chiudendosi a riccio per poi tentare la fortuna con qualche contropiede, questo comporta anche un problema del calcio italiano poco spettacolare e noioso.

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