Ci avviciniamo sempre più a Inter-Napoli e, dobbiamo ammetterlo, l’aria che tira attorno all’ambiente partenopeo non è assolutamente quella che ci si poteva aspettare. La sconfitta contro il Como ha posto tantissimi interrogativi sia sulla costruzione della squadra che sulla guida tecnica, ma è pur vero che siamo appena alla terza partita stagionale – da disputare – e che, quindi, qualsiasi tipo di valutazione non può che essere frenata o limitata. Di certo, l’impegno in casa dei Campioni d’Italia in carica per il Napoli è già importante: una sconfitta significherebbe perdere immediatamente terreno rispetto alle posizioni di vertice, con la stessa Inter che proverebbe a scappare via nelle fasi iniziali di stagione. E certamente i precedenti non sono estremamente favorevoli.
Sarà il campo chiaramente a dare delle indicazioni specifiche, ma nel frattempo è bene provvedere a un’analisi tattica potenziale del match, prendendo spunto da dati e statistiche delle prime ore di questo campionato di Serie A.
Inter-Napoli, l’analisi tattica: cosa dicono i dati
Dopo appena 2 giornate di campionato, le statistiche contano in maniera relativa, ma certamente danno già un’idea di qualche tipo di impronta lasciata sul terreno dalle due squadre. Iniziamo con la compagine di Chivu, una squadra storicamente fortissima nelle transizioni in tempi recenti, che propone anche un calcio molto dinamico e moderno. I nerazzurri vantano già il 2° miglior attacco del campionato (5 reti) e sono la squadra con più tiri totali effettuati finora (22, di cui 6 in porta), nonché quella con il possesso palla più elevato in media (67,6%). La qualità della rosa di Chivu si percepisce anche dal fatto che l’Inter sia al 2° posto per precisione nei passaggi (90,4% e 696 passaggi totali) e dal dato dei palloni persi: appena 10, la 2^ squadra migliore del campionato (in entrambe le statistiche citate, la migliore è il Bologna). Nelle prime 2 giornate è stata anche una delle squadre che ha concesso meno conclusioni (8,5 in media). Borderline il dato sui falli: è la squadra che ne ha commessi meno in media (5), ma anche una delle più punite finora (3 cartellini gialli).
Certamente, però, l’Inter non è una squadra eccellente nei duelli aerei, con una media di 11,5 vinti in 2 partite. Non si tratta nemmeno di una squadra avvezza ai contrasti (appena 15 in 2 gare) o nei dribbling (5,5 la media). L’Inter è anche la squadra che sbaglia più passaggi corti in media: 57,5 e peggior dato – finora – in campionato.
Per quanto riguarda il Napoli, la squadra sembra aver cambiato completamente pelle nelle prime 2 partite, almeno secondo le statistiche. I dati di possesso sono completamente crollati (48,2%), anche se la gestione della palla è comunque valida, come dimostra l’88,3% di precisione nei passaggi. Sicuramente ci sono stati dei miglioramenti nel gioco aerei (13 duelli vinti finora in media), così come nei contrasti (17 sempre in media): evidentemente, l’obiettivo di Allegri è quello di rendere la squadra più solida e più votata alle ripartenze (anche se comunque 2 dei 3 gol segnati dal Napoli in questo campionato sono arrivati tramite azione manovrata, il marchio di fabbrica della squadra da anni).
Va certamente migliorata, però, la precisione nel ricamo dell’azione. Finora il Napoli è la 3^ peggior squadra per cross sbagliati in media (16) e, in generale, non ha ancora dati straordinari né per i cross stessi (appena 2,5 di media in 2 gare) né per quanto riguarda i filtranti.
Inter-Napoli, i temi della partita
Lo schema della gara sembra quindi potenzialmente già scritto. L’Inter cercherà di far valere il suo maggior atletismo del momento, ma anche una qualità di gioco da squadra ampiamente collaudata dopo lo scorso anno, con pochi innesti importanti in uno scacchiere già di grande valore. Il Napoli, al contrario, vista anche l’emergenza tecnica di una squadra ancora sulle gambe e dell’assenza di McTominay, potrebbe optare per una partita più difensiva, come già visto nei primi tempi contro Genoa e Como, da provare a svoltare poi con dei cambi di qualità.
Non è però escluso che Allegri possa cambiare modulo. In caso di scelta della difesa a 3, chiaramente la squadra sarebbe più propensa a difendere bassa e ripartire. Con un 4-2-3-1, invece, c’è da pensare presumibilmente al fatto che i giocatori di qualità come De Bruyne e Vergara potrebbero lavorare sulla trequarti e “indurre” indirettamente la squadra a proporre un calcio fatto di pressing più alto, un fattore che – per ora – si è visto molto relativamente nel nuovo Napoli, sia per il caldo asfissiante che per una preparazione che non sta dando ancora i suoi frutti. Per il Napoli, che non ha manifestato una grandissima solidità difensiva contro il Como, la scelta sarà quindi tra aspettare che l’Inter provi a fare il suo e colpirla negli spazi (i nerazzurri hanno subito solo 1 gol in 2 gare finora, ma l’anno scorso furono appena la 4^ difesa del campionato), oppure provare a prendere gli avversari alti, con un enorme dispendio fisico e la possibilità di essere travolti soprattutto in transizione.
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