La marcia di avvicinamento verso Napoli-Frosinone prosegue per gli azzurri, seppur con tanti intoppi. Tra infortunati costanti e poche certezze tecnico-tattiche, al momento la squadra di Allegri è alla ricerca della scintilla giusta per quanto concerne questo inizio di stagione. Finora sono state soltanto 2 le partite vinte dai partenopei, con l’impegno contro i ciociari che quindi assume un’importante capitale per cercare la continuità ancora non trovata.
Al netto di quelle che saranno le probabili formazioni e dei precedenti che chiaramente non tengono conto di una stretta attualità, la gara si preannuncia equilibrata. La squadra di Alvini, infatti, è una delle più belle sorprese di questo inizio di campionato e verrà al Maradona non come vittima sacrificale. Anche l’interpretazione dei due allenatori è stata molto diversa finora, come possiamo analizzare anche tramite un’analisi tattica del match.
Napoli-Frosinone, dati e statistiche
La produzione offensiva e i flussi di manovra rappresentano già due diversi modus operandi. Se il Napoli, in questa iniziale guida di Allegri, ha mantenuto in fase di possesso la tendenza a tenere troppo il pallone senza però produrre un reale dinamismo offensivo, il Frosinone è una squadra con un calcio di ottimo coefficiente di pericolosità. Infatti, non solo vanta più gol del Napoli finora (7 per gli azzurri, 9 per i ciociari, con le rispettive medie a partita di 1,40 e 1,80), ma anche un’ottima qualità nelle transizioni: la squadra di Alvini infatti ha creato ben 14 grandi occasioni da gol (2,8 a gara) e mostra una pesante tendenza verso la ricerca della profondità dopo il recupero palla.
D’altro canto, il Napoli sta mostrando fatica anche a ribaltare l’azione in contropiede e le grandi chance create si fermano ad appena 9. Al momento non sta nemmeno facendo benissimo in chiave difensiva, come testimoniano i 6 gol incassati (1,20 di media a gara). Allegri sta cercando di creare densità posizionale per togliere spazio agli avversari e, in parte, la squadra sta compensando una mobilità minore rispetto alle scorse annate con il 77% di dueli fisici vinti, specie nei duelli aerei. Il Frosinone invece, per adesso, ha concesso pochissimo: soltanto 4 gol subiti nonostante una linea difensiva molto alta.
Andando a controllare anche il dato del recupero palla, il Frosinone ha una media di 9,2 sotto l’aspetto del PPDA (Passes Per Defensive Action): un dato da Top 3 in Serie A. Il Napoli invece è certamente più passivo, con un 14,2: non è una squadra che aggredisce spesso il portatore palla, mentre preferisce scivolare indietro e ricompattare le linee, in attesa che l’avversario sbagli.
Napoli-Frosinone, l’analisi tattica del match
Di conseguenza, Napoli-Frosinone sarà – come già accennavamo – una partita molto più equilibrata di quanto si potesse pensare settimane fa. Il Napoli, pur avendo un’ottima forza fisica, è ancora vittima di una manovra lenta e prevedibile, con un palleggio già limitato rispetto al passato ma addirittura ancora più sterile e scollegato dal centravanti. Se la squadra azzurra riuscirà a ripulire bene il pallone superando le linee di pressione, potrà agire sugli esterni andando a isolare le ali contro i terzini e sperare di creare la superiorità numerica con le sovrapposizioni. Allegri dovrà però stare attentissimo alla gestione della palla, vista la verticalità dei ciociari: ogni passaggio sbagliato potrebbe costare carissimo.
In tal senso, il Frosinone sta mostrando senz’altro una grossa organizzazione tattica, con un pressing veramente da squadra moderna. Anche la capacità di tramutare i recuperi in gol è esaltante. Alvini però dovrà gestire molto bene la fase di pressing, perché potrebbe comunque generare cali di tensione, stanchezza fisiologica o lasciare più scoperto il reparto arretrato. In caso di mancata concretizzazione di occasioni, contro una squadra esperta come quella partenopea la beffa può arrivare in qualsiasi momento del match.
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