Napoli, la ricerca al dopo Insigne entra nel vivo
L’inizio del 2022 in casa Napoli è stato molto burrascoso, segnato dalla fine del rapporto tra la squadra ed il capitano Lorenzo Insigne. La trattativa per il rinnovo di contratto è durata tantissimo, troppo, fino alla definitiva rottura e firma con il Toronto a partire dal prossimo luglio. La società si è imposta, restando ferma sulla sua posizione riguardo la rivoluzione salariale annunciata a partire dalla prossima stagione: tetto salariale per contenere le perdite causate dal Covid, senza eccezioni (o quasi, visto il caso di Koulibaly). Il giocatore ha sempre chiarito la sua volontà di restare a vita in azzurro, ma ha fatto valere il suo status di bandiera, capitano e campione d’Europa, non trovando l’accordo col patron. Alla fine ci ha perso Napoli: il suo giocatore più rappresentativo, più amato e simbolo degli scugnizzi che ce la fanno, partendo dalla strada fino ad arrivare al Maradona con la fascia al braccio.
EREDI
Da allora il direttore sportivo Cristiano Giuntoli ha iniziato la lunga e non semplice caccia al dopo Lorenzo, sondando diversi profili nazionali e non, grazie anche al lavoro dei suoi assistenti. Non si tratta affatto di un compito semplice, anche perché Insigne non è solo il giocatore, ma soprattutto l’uomo. Una persona che negli anni è riuscita a trasmettere a pieno il valore che la maglia del Napoli ha per i tifosi e per l’intera città, il senso di appartenenza a questa terra e la necessità di esaltarla e proteggerla quando necessario. Lorenzo Insigne è un uomo spogliatoio, un capitano rispettato da tutti, “conquistato” alzando la voce nei momenti del bisogno, ma soprattutto con scherzi, risate, gesti e parole; non a caso anche con la maglia dell’Italia durante l’ultimo Europeo ha vestito i panni di leader, portando la giusta leggerezza per smorzare la tensione. E questo non è una caratteristica semplice da trovare in altri calciatori, ad oggi i maggiori indiziati per raccogliere l’eredità sono tre: Domenico Berardi, Nicolò Zaniolo e Khvicha Kvaratskhelia.
LE DIFFERENZE
Tre calciatori simili ma totalmente diversi tra loro: una certezza, un talento ed una scommessa, tocca capire quale sia la necessità del Napoli. Berardi è ormai una certezza del campionato italiano, quest’anno ha realizzato 14 gol e 10 assist, sembrando finalmente pronto al salto di qualità. Tatticamente è un Insigne speculato, sulla destra, ma abile nel rientrare sul piede forte ed inventare la giocata avendo l’intero campo avanti agli occhi. Il punto interrogativo è sull’impatto con una grande piazza, con pressioni ed ambizioni importanti rispetto alle attuali.
L’ultimo nome in ordine cronologico è quello di Nicolò Zaniolo, lanciato stamattina: un talento cristallino, capace di brillare da subito alla prima esperienza coi grandi in una squadra importante come la Roma. La personalità non gli manca, rispetto ad Insigne è più una seconda punta per caratteristiche, con strappi incredibili e dribbling secchi. Ovviamente i dubbi sulle sue condizioni fisiche sono d’obbligo, gli infortuni avuti fin qui possono condizionare l’intera carriera, ma la fame di campo ha già dimostrato di averla.
Ultimo, ma non per importanza, è Khvicha Kvaratskhelia: gioiello del Rubin Kazan, che dopo lo scoppio del conflitto ucraino-russo è tornato in patria alla Dinamo Batumi. Il georgiano ha stregato sia Giuntoli che Spalletti, ha numeri incredibili, fantasia e tutta la spensieratezza dei 20 anni. A differenza dei primi due, predilige la fascia sinistra, la stessa di Lorenzo, ma al lancio preferisce il dribbling. Ha tutto da guadagnare in questa nuova esperienza: può far impazzire i tifosi con giocate ad effetto ma allo stesso tempo efficaci. Come detto all’inizio però è una scommessa: fin qui si è misurato con campionato effettivamente inferiori, in club da basse ambizioni. Napoli può essere un’arma a doppio taglio in questo senso: tanto può valorizzare il suo talento, tanto può affossarlo prima ancora di accenderlo.


