Napoli, le parole di Kvaratskhelia a Il Mattino
L’estate del Napoli è stata fin qui incandescente, con addii importanti e pesanti contestazioni alla società. In tutto ciò, però, sono arrivati tre nuovi giocatori: Kvaratskhelia, Olivera e Ostigard. Il primo ha concesso una lunga intervista a Il Mattino, nella quale ha toccato molto argomenti.
CHAMPIONS LEAGUE– “La Champions League per me rappresenta il primo sogno legato al mondo del calcio, ho iniziato a giocare solo per questa competizione. A Napoli, poi, l’atmosfera è incredibile, coinvolgente, e non vedo l’ora di scendere in campo”.
POSIZIONE – “La mia posizione preferita è quella di esterno sinistro, ma sono a disposizione della squadra, mi adatto a giocare un po’ ovunque. Mi piace tirare i calci piazzati, ma ho visto che la concorrenza è tanta, ce ne sono molti che calciano bene. Se il mister me lo chiedesse, ne sarei felice”.
SPALLETTI – “Si sta dimostrando un grandissimo maestro, mi insegna cose nuove ogni giorno ed è bello vedere che lo fa con tutti. C’è poco tempo per preparare la stagione, ma lui fa di tutto per trasmetterci le idee. Ogni tanto prova a parlarmi in russo, ma preferisco in inglese”.
ITALIANO – “Mi hanno detto che qui bisogna imparare prima il napoletano e poi l’italiano. Ho imparato solo qualche parola, ma in squadra ho ottimi insegnati che possono aiutarmi. Però ho imparato bene la cucina: pizza, mozzarella, il caffè di Tommaso sono insostituibili”.
DISTANZA – “Ahimé ho imparato molto presto a vivere lontano dalla mia famiglia, perché a 17 anni ero già in Russia alla Lokomotiv, so che fa parte del mio lavoro e sarà così fin quando giocherò”
RUSSIA – “A Kazan sono stato due anni, e soprattutto nell’ultimo periodo stavo alla grande. Poi è scoppiata la guerra e ho capito di dover tornare a casa. Non avevo paura della guerra, ma sentivo il bisogno di stare nella mia terra, in uno Stato più sicuro. Il Georgia il calcio è vissuto in modo passionale, nell’ultima gara che ho giocato in nazionale i tifosi si sono spostati dall’altro lato dello stadio per vedermi da vicino. E’ stato magnifico”.
SENSAZIONI – “Essere qui è una sensazione bellissima: i compagni mi hanno accolto alla grande, tutti mi vogliono bene. In poche settimane mi sono sentito a casa, mi hanno accolto come in famiglia”.
CASA – “Non ho ancora deciso dove vivrò, ma all’inizio vorrei prendere casa vicino al centro sportivo così da essere concentrato al massimo sul lavoro”.


