Mario Rui e Mario Giuffredi si sono ufficialmente separati. Il procuratore ha denunciato il terzino portoghese con un’istanza al Coni e racconta ai microfoni di Radio Crc, durante la trasmissione ‘A pranzo con Umberto Chiariello‘, i motivi della rottura.
L’ACCADUTO. “Ci possono essere delle divergenze nella vita. Ci possono essere delle dinamiche che possono portare alla fine di un rapporto. Con me si è sempre comportato bene in questi dodici anni. Ha fatto una bella carriera. Lui è sempre stato sottovalutato. Il valore del giocatore è ineccepibile. Ha ricevuto varie offerte come quelle del San Paolo. Lui ha deciso così. Io non ho condiviso le sue scelte. Abbiamo messo fine al nostro rapporto”.
SU POLITANO. “Ci ho perso tanti soldi, ricevetti una telefonata da Gedda e mi dissero che volevano Politano. Ma Politano voleva rimanere al Napoli. Abbiamo perso tanti soldi, ma col piacere di voler restare. Abbiamo fatto il rinnovo, il presidente si comporta bene. A volte ho fatto anche dei rinnovi gratis, perché nella vita non puoi vincere sempre tu. Bisogna creare l’equilibrio e la soddisfazione da entrambe le parti”.
IL CAPITANO. “Conte è stato sempre molto chiaro in tutto e per tutto, sia con me che col presidente nella vicenda di Di Lorenzo. Non è vero che lo stavo portando alla Juventus. Sono certamente amico di Giuntoli, non rinnego mai la mia amicizia. Essere tifoso del Napoli non vuol dire non essere amico di Giuntoli solo perché va alla Juventus. Lui ha sempre apprezzato Di Lorenzo. Nel mio lavoro devi avere anche il piano B. La prima squadra a chiamarmi è stata l’Inter ma Giovanni è sempre stato felice di rimanere al Napoli”.
FOLORUNSHO. “Ma perché dovrebbe andare alla Lazio… Abbiamo rinnovato il contratto perché Conte lo voleva e puntava su Folorunsho. Il presidente ha eseguito, dunque club e mister hanno voluto Folorunsho, facendo un contratto importante. Poi dopo situazione è degenerata perché arrivò una proposta importante dell’Atalanta, da 15 milioni di euro, il Napoli avrebbe fatto una grande plusvalenza e quei 15 milioni servivano al Napoli per il mercato. Il mio amico Manna si è fatto ingolosire dalla cifra, erano intasati e avevano bisogno di vendere per cominciare il mercato. Io ero stuzzicato dal farlo allenare da Gasperini. Il problema è stato che abbiamo fatto tutto io e Manna, senza dirlo né a Folorunsho né a Conte.Poi l’affare è saltato perché si è fatto male Scamacca e l’investimento l’Atalanta doveva farlo su Retegui. Folorunsho non sapeva niente, il giorno dopo l’ha appreso dai siti e mi ha chiesto. Io non potevo omettere tutto e glielo dissi. Ma Conte non c’entrava nulla. La colpa è nostra. Poi il giocatore ha cominciato ad avere un atteggiamento diverso e con Conte non puoi permettertelo”.


