Caso Bove, l’esperto: “La medicina non è perfetta ma il protocollo attuale funziona! Sul defibrillatore…”

Caso Bove, l'esperto: "Il protocollo attuale funziona! Sul defibrillatore...". Parla il Dottor Marco Evangelista

Bove

Proprio questa mattina, a Edoardo Bove è stato impiantato un defibrillatore non permanente. Il centrocampista della Fiorentina è stato dunque operato in mattinata e, se tutto procederà per il verso giusto, entro un paio di giorni potrebbe lasciarsi l’ospedale. Deciderà poi in autonomia se togliere il defibrillatore o impiantarne uno permanente. In quest’ultimo caso, la carriera italiana di Bove sarebbe finita ma potrebbe giocare all’estero, in futuro.

Proprio su questo tema si è espresso il Dottor Marco Evangelista, cardiologo ed endocrinologo e dirigente di Medicina Interna presso l’Ospedale Monaldi. Intervenuto a Tele A nella trasmissione tv “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma, il Dottor Evangelista ha infatti parlato di quanto accaduto al centrocampista viola.

Bove, le parole del Dottor Evangelista sul caso

Ecco le sue parole: “Bove? In nessun contesto si agisce cercando di prendere la lingua, è una cosa che non si dovrebbe mai fare! Si rischia di potersi far male, come nel caso di un attacco epilettico: si può ricevere un morso. Nel caso, il capo va esteso verso l’indietro per non far soffocare l’individuo a causa della deglutizione della lingua.
I calciatori sono sottoposti a controlli stringenti, in Italia in particolare è così. In Francia, per dire, non c’è nemmeno l’ECG di base, serve che venga richiesto. Il protocollo in vigore è obbligatorio dal 1982 e il numero dei decessi nel mondo sportivo si è ridotto del 98%. Ma la medicina non è perfetta e mai lo sarà. Resta fondamentale la prevenzione.
Giusto non far giocare un calciatore con defibrillatore? La normativa non è molto chiara, non specifica il motivo. L’idea del legislatore è forse quella di prevenire ulteriori casi o altre aritmie, quella di Bove sembra essere una patologia molto particolare, da ciò che si è saputo pare abbia avuto un’aritmia da abbassamento di elettroliti, forse a causa della disidratazione. La miocardite di cui aveva sofferto? Dopo il COVID i casi sono aumentati ma dipende dal caso singolo.
Fattori di rischio di questa aritmia? E’ trapelato che il ragazzo aveva un basso valore di potassio ma non si può sapere il motivo specifico, forse l’evento è stato scaturito da una condizione preesistente. In questi casi è come andare a cercare l’ago in un pagliaio ma oggi il defibrillatore è una vittoria in tutti i sensi per la Sanità“.
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