“La vittoria contro il Venezia è stata importante” – ha esordito Juan Jesus nell’intervista rilasciata a Radio CRC, sottolineando le difficoltà incontrate durante il match: “Loro sono una squadra molto organizzata e trovare spazi non è stato semplice. Tuttavia, abbiamo dominato e messo in pratica ciò che il mister ci aveva chiesto durante la settimana”. La pazienza si è rivelata una virtù decisiva: “Restare sullo 0-0 non è mai facile, ma ci siamo riusciti e questi tre punti valgono molto. Ora siamo concentrati sulla Fiorentina, sarà una gara complessa”.
Il brasiliano ha poi riflettuto sui progressi della squadra rispetto alla stagione precedente: “Abbiamo cambiato tanto e stiamo comunque ottenendo ottimi risultati. Contro squadre di alta classifica siamo riusciti a ottenere pareggi importanti, come a Torino e San Siro. L’obiettivo è proseguire su questa strada di crescita”.
I compagni di reparto
Juan Jesus ha parlato anche del rapporto con i compagni di reparto: “Amir lo conosco da anni, e non è una novità per me giocare con lui. Buongiorno è un giovane con grande prospettiva, sta dando un contributo prezioso. Io, dopo 14 stagioni in Italia, non ho nulla da dimostrare. Il mio lavoro parla per me: mi interessa solo il giudizio della società e del mister. Le critiche? Le ignoro, preferisco rispondere con i fatti in campo”.
Un gruppo unito e sereno
Parlando dello spogliatoio, il difensore ha elogiato l’ambiente: “Siamo un gruppo di ragazzi sereni e motivati, sempre pronti a lavorare e imparare. A volte, scherzando, dico che siamo anche troppo buoni, perché in campo ogni tanto serve un po’ di cattiveria. Ma lavoriamo seguendo le indicazioni del mister, e questo ci aiuta a superare le difficoltà”.
Sul suo rapporto con il tecnico Antonio Conte, Juan Jesus ha commentato: “Conte è un sergente, usa più il bastone che la carota, ma questo metodo funziona. Gli allenamenti sono intensi e servono a farci essere pronti in partita”.
Napoli e il legame con la città
In chiusura, Juan Jesus ha espresso parole d’affetto per Napoli: “Questa città mi ha accolto in un momento difficile della mia carriera. Spalletti ha creduto in me, e insieme abbiamo vinto un campionato. Ogni mattina mi sveglio guardando il Vesuvio: Napoli è unica, vive di passione. Come ogni grande città ha le sue difficoltà, ma il calore della gente è impareggiabile”.


