Antonio Conte ha rivoluzionato il Napoli, affidando ai centrocampisti un ruolo chiave nell’attacco. Senza un partner ideale per Lukaku e con l’addio di Kvaratskhelia, il tecnico ha trasformato McTominay e Anguissa in veri incursori offensivi. Lo riporta la Gazzetta dello Sport.
L’idea iniziale di Conte era quella di affiancare a Romelu Lukaku due esterni offensivi, con il belga a fare da boa e Kvaratskhelia come valore aggiunto in termini di fantasia e gol. Tuttavia, l’evoluzione tattica del Napoli ha preso una direzione diversa, non solo a causa delle vicende di mercato. L’assenza del talento georgiano ha spinto l’allenatore a cercare nuove soluzioni per migliorare la fase offensiva della squadra.
Lukaku ha sempre reso al meglio sotto la guida di Conte, come dimostrato ai tempi dell’Inter, quando faceva coppia con Lautaro Martinez. All’epoca, i due attaccanti si completavano alla perfezione, mettendo sotto pressione le difese avversarie fino a sfinirle. Oggi, però, il tecnico non dispone di un giocatore con le caratteristiche dell’argentino e il belga non è più quello di quattro anni fa. Per questo motivo, il Napoli ha dovuto cambiare strategia, puntando su fisicità, centimetri e capacità di finalizzazione.
Il nuovo assetto offensivo del Napoli
Seguendo un’idea già sperimentata in passato, Conte ha avanzato le posizioni di McTominay e Anguissa, trasformandoli in incursori d’area. Il Napoli, in fase offensiva, non si affida più solo a Lukaku, ma attacca con tre giocatori di peso. I numeri confermano l’efficacia di questa scelta: McTominay ha già realizzato sei gol e fornito quattro assist, mentre Anguissa ha contribuito con cinque reti e quattro passaggi vincenti.
Questa impostazione non è nuova per Conte. Alla Juventus, la squadra compensava l’assenza di un bomber prolifico con le reti di Marchisio, Pirlo e Vidal. Anche all’Inter, il tecnico puntò su centrocampisti capaci di inserirsi, acquistando Sensi e Barella, ai quali si aggiunse Eriksen nel mercato invernale.
McTominay e Anguissa: le nuove armi di Conte
Il ruolo di Scott McTominay è centrale in questa evoluzione tattica. Sebbene sulla carta giochi da mezzala nel 4-3-3, in realtà si muove sulla stessa linea di Lukaku, creando una connessione costante con il belga. L’obiettivo non è solo far lavorare il centrocampista per servire l’attaccante, ma è Lukaku stesso a creare spazi e occasioni per lo scozzese, facendo da sponda e proteggendo il pallone spalle alla porta. I suoi movimenti senza palla aiutano il Napoli a giocare in verticale e ad allungare il campo.
Ancora più sorprendente è la metamorfosi di André-Frank Zambo Anguissa. Prima di approdare al Napoli, il camerunese aveva segnato appena due gol in sei anni di carriera e, persino nell’anno dello scudetto con Spalletti, si era fermato a tre reti. Tradizionalmente abituato a giocare accanto a Lobotka per costruire il gioco, ora ha trovato una nuova dimensione offensiva. Grazie all’intesa con Politano e Di Lorenzo, riesce a sfruttare gli spazi lasciati liberi e ad inserirsi con continuità. Conte gli ha chiesto almeno otto gol in stagione, un obiettivo ormai alla portata.
Un Napoli più fisico e verticale
La nuova versione del Napoli non si basa più sulla sola fantasia, ma su un attacco solido e fisico. L’evoluzione tattica voluta da Conte ha trasformato due centrocampisti in veri attaccanti aggiunti, compensando così l’assenza di un partner ideale per Lukaku. Con questa strategia, il Napoli è riuscito a trovare maggiore equilibrio e pericolosità in fase realizzativa, avvicinandosi sempre più alla visione tattica del suo allenatore.
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