In una stagione di Serie A dove le luci della ribalta sono spesso puntate su attaccanti prolifici e ali spettacolari, il Napoli si ritaglia uno spazio particolare grazie a una statistica tanto insolita quanto significativa. La formazione azzurra è infatti l’unica del campionato italiano a vantare due centrocampisti centrali capaci di superare la soglia dei cinque gol a testa: Frank Anguissa e Scott McTominay.
Il dato emerge con forza in un contesto tattico dove raramente i centrocampisti centrali riescono a distinguersi per concretezza offensiva. Anguissa, protagonista anche nella sfida contro il Bologna, ha sbloccato il match al Dall’Ara approfittando di un’incertezza della retroguardia felsinea. Il suo inserimento in area e la capacità di leggere i tempi dell’azione dimostrano una crescente attitudine alla fase offensiva, che in passato non era mai stata una sua caratteristica dominante.
Al suo fianco, McTominay ha saputo adattarsi con efficacia al sistema di gioco napoletano, trovando continuità sotto porta e contribuendo non solo con inserimenti ma anche con conclusioni dalla distanza. L’ex Manchester United ha aggiunto fisicità e imprevedibilità alla mediana del Napoli, diventando un’arma preziosa anche negli sviluppi da calcio piazzato.
Questo doppio apporto in zona gol da parte dei centrocampisti ha permesso al Napoli di variare le proprie soluzioni offensive, non dipendendo unicamente dalle prestazioni del reparto avanzato. In un momento in cui molte squadre fanno affidamento quasi esclusivamente sui propri attaccanti, il club partenopeo riesce a differenziare le fonti di pericolo, rendendosi più difficile da contenere.
È un segnale di come il centrocampo, spesso visto solo come cerniera tra difesa e attacco, possa diventare motore e finalizzatore dell’azione. La tendenza del Napoli potrebbe aprire una riflessione più ampia sul ruolo del centrocampista moderno in Serie A, sempre più chiamato a interpretare più fasi del gioco, incluse quelle decisive negli ultimi sedici metri.


