Bisogna essere sinceri e dire una cosa che, forse, ci farà prendere degli insulti. Ma, per noi, a responsabilità di questa crisi del Napoli è quasi tutta di Antonio Conte. Altro che società e calciatori.
Il Napoli è una squadra che, da mesi, sistematicamente sparisce nei secondi tempi, subisce rimonte per la richiesta tattica incomprensibile di abbassarsi e aspettare, quando chiunque abbia visto una partita del Napoli negli ultimi 10 anni sa benissimo che questa è una squadra CHE NON SA SPECULARE SUL RISULTATO, CHE NON SA STARE AMMUCCHIATA A DIFENDERE, CHE NON SA GESTIRE MA DEVE ATTACCARE PER SUA NATURA. Lo sappiamo tutti, tranne il mister.
Al netto di qualche infortunio, ha cambiato modulo scegliendo un sistema di gioco poco avvezzo alla squadra e poco incisivo a livello offensivo: lo hanno salvato Raspadori e Lukaku ma il Napoli DEVE giocare 4-3-3.
Hai perso Kvaratskhelia, verissimo. Però dei calciatori sono arrivati e, sinceramente, non sono degli scarsoni. Escludendo per un attimo Scuffet dall’equazione: Billing è un signor centrocampista ma gioca col contagocce, Okafor sarà pure non in condizione ma almeno è estroso, salta l’uomo. Hasa viene definito come un talento ma non ha mai visto il campo, in maniera inspiegabile. I calciatori ci sono in panchina: perché non vengono utilizzati? Perché i cambi non vengono fatti prima?
Speriamo che Conte ritrovi il suo tocco magico per questo finale di stagione, perché purtroppo ANCHE lui – che doveva essere il valore aggiunto – da febbraio in poi ha inciso poche volte e non sempre in maniera positiva.


