Francesco Montervino, ex capitano del Napoli e oggi dirigente sportivo, ha acceso i riflettori sull’importanza emotiva e psicologica della sfida tra Napoli e Cagliari, in programma venerdì, sottolineando che l’esito della partita potrebbe delinearsi già nel tunnel degli spogliatoi, prima ancora del calcio d’inizio.
Intervenuto ai microfoni di Radio Marte, nel corso della trasmissione Marte Sport Live, Montervino ha messo l’accento su un aspetto spesso trascurato: la forza mentale e l’atteggiamento con cui si affrontano queste sfide cruciali. “In incontri così delicati, lo sguardo, la postura e l’intensità si percepiscono a distanza. È lì che si capisce chi è pronto e chi no”, ha dichiarato.
Secondo l’ex centrocampista, il Napoli si gioca tutto, mentre il Cagliari non ha più obiettivi concreti da inseguire. Questa disparità di motivazioni potrebbe fare la differenza. Montervino ha ammesso che la squadra partenopea, nel corso della stagione, non sempre ha mostrato la determinazione necessaria, ma si è detto sicuro che contro i rossoblù emergeranno reazioni inaspettate da parte di alcuni giocatori.
“Non sarà una partita come le altre”, ha detto con convinzione, anticipando un’atmosfera infuocata al Maradona, dove ogni dettaglio sarà determinante. La pressione sarà massima, perché un errore potrebbe costare caro, e Antonio Conte è consapevole che questi ultimi 90 minuti valgono una stagione intera.
Il tecnico, ha sottolineato Montervino, ha dovuto affrontare grandi difficoltà da gennaio in poi, gestendo una rosa ridotta e acciacchi vari. Proprio per questo, un eventuale scudetto assumerebbe contorni eccezionali, un’impresa degna di essere ricordata negli annali della società.
“Sono partite che si vivono prima nella mente e poi sul campo”, ha raccontato Montervino, rievocando un episodio della sua carriera. Era il giugno del 2007, e il Napoli si giocava la promozione in Serie A nello scontro diretto contro il Genoa. La notte prima della gara, ha ricordato, nessuno riuscì a dormire, ma fu proprio in quei momenti che emerse una forza interiore inattesa.
“Mi mancano quelle vigilie”, ha confessato l’ex capitano, evidenziando come i grandi match vengano vissuti più volte nella testa prima ancora che sul rettangolo di gioco. Un carico emotivo e mentale che, secondo lui, costruisce la vera differenza tra chi vince e chi crolla sotto la pressione.
Ora, toccherà ai giocatori del Napoli dimostrare di avere la tempra giusta per trasformare un sogno in realtà.



niente tensioni, capità…Avremmo tutto da perdere!