In questi anni, Juan Jesus è stato uno dei giocatori più polarizzanti del Napoli, nonché protagonista – in ogni caso, volente o nolente – in molti momenti. Che si trattasse dei suoi errori, delle sue prestazioni positive, degli avvenimenti extracalcistici o dei casi che lo hanno visto vittima, Juan Jesus è sempre stato al centro dell’attenzione, in qualche modo.
Dopo essersi ritrovato un po’ per caso e un po’ per negligenza altrui a fare il titolare nella scorsa stagione, l’avventura del brasiliano a Napoli sembrava arrivata alla fine. Invece, anche Conte ne ha riconosciuto l’esperienza e le abilità, facendo sì che restasse un altro anno. Juan Jesus è uno di quei calciatori che non saranno mai dei fenomeni e che, per l’hype avuto addosso da giovani, inevitabilmente verranno visti un po’ come deludenti. Poi, però, se andiamo a guardare la carriera di questo ragazzo, osserviamo che ha vestito la maglia dell’Inter, che ha raggiunto una semifinale di Champions League con la Roma e che, soprattutto, ha vinto 2 Scudetti con il Napoli.
Quando Buongiorno si è infortunato e la titolarità di Juan Jesus era stata certificata anche da Conte in persona, i bastian contrari avevano subito gridato alla tragedia. E invece, anche quest’anno, il brasiliano si è proposto in campo come un calciatore affidabile, serio, portando sia una personalità forte e battagliera in campo che uno spirito da leader nello spogliatoio. Pretendere che facesse il Buongiorno era folle. Desiderare che facesse il suo era lecito. E l’ha fatto.
La sua avventura azzurra continuerà e, proprio con questa maglia, Juan Jesus si è preso tantissime rivincite, dopo una carriera che sembrava essersi arenata. Non sarà mai un calciatore eccezionale ma è uno che ci tiene. E molto spesso è proprio questo che fa la differenza.
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