Sin dall’inizio David Neres portava con sé a Napoli una serie di aspettative. Giocatore talentuoso ma incostante, spesso tartassato dagli infortuni ma che, nonostante tutto, non aveva ancora espresso il suo più completo potenziale. Sostanzialmente è spettato a lui il ruolo che fu di Simeone nel terzo Scudetto, in questo quarto trionfo targato Napoli: ogni volta che entrava in campo risultava decisivo, al netto del poco tempo trascorso all’interno del rettangolo verde. La piazza non poteva che innamorarsi di un giocatore così: tecnico, veloce, concentrato, in grado di spaccare le partite. Poteva e doveva diventare un idolo.
Nel momento in cui il tanto agognato salto di qualità sembrava evidente, con un ruolo di leader tecnico apparecchiato dopo la cessione di Kvaratskhelia, ecco tornare gli infortuni, uno dei talloni d’Achille di questo ragazzo (che, infatti, ha saltato quasi tutto il girone di ritorno). Un problema serio, su cui lui e il Napoli dovranno lavorare con attenzione: lui in campo, il Napoli sul mercato, per rimpiazzare finalmente il georgiano. Neres sarà protagonista anche nella prossima stagione: a destra o sinistra, sembra non fare differenza per lui. Con un po’ di gol in più nelle gambe e meno KO fisici, siamo di fronte a un giocatore sublime. Ed è proprio per questo che il brasiliano, nonostante tutto, va considerato come uno dei migliori acquisti non solo di questa stagione ma degli ultimi anni.


